Spi Treviso: no all’aumento delle rette delle case di riposo

L’appello del Sindacato dei Pensionati: si faccia fronte comune per scongiurare i ritocchi alle rette, chiedendo interventi al prossimo Governo nazionale e alla Regione del Veneto in materia fiscale

«Le rette non si toccano, le famiglie trevigiane già subiranno un duro colpo in conseguenza ai rincari delle bollette per energia e gas, non possono sobbarcarsi ulteriori carichi economici» tira dritto il segretario generale dello SPI CGIL di Treviso Viglio Biscaro che nell’aderire all’appello per un intervento governativo in materia di sostegno espresso da presidenti e direttori delle strutture per anziani del territorio, punta il dito contro gli Enti che guardano al ritocco delle rette.

«Ci stiamo confrontando con i diversi centri di servizi del nostro territorio e capiamo le grandi difficoltà che stanno vivendo in termini di ricadute sui bilanci, in conseguenza al vertiginoso aumento delle forniture – spiega il segretario del Sindacato dei Pensionati della CGIL di Treviso -. Condividiamo con loro le preoccupazioni per la tenuta dei servizi che si intreccia al grande tema della carenza di organici che stanno tutti registrando. Per questo unitariamente come Organizzazioni Sindacali dei Pensionati abbiamo già chiesto all’ULSS 2 di convocare il tavolo di confronto dell’Osservatorio sulle case di riposo della Marca per valutare la gravità della situazione alla quale si va inevitabilmente incontro».

«Sposiamo pienamente la posizione espressa dai vertici di Casa Marani di Villorba, del Sartor di Castelfranco Veneto, del Bon Bozzolla di Farra di Soligo e di Villa Fiorita di Cornuda, strutture di diverse dimensioni che vogliono scongiurare il ritocco alle rette – afferma Vigilio Biscaro – , a differenza dell’Ipab del capoluogo che guarda invece all’aumento, poco curante dell’impatto che tale scelta avrebbe sulle famiglie dei nostri anziani, e non poche famiglie visto l’elevato numero di ospiti dell’ente».

«Crediamo si debba fare fronte comune e incidere sulle scelte del prossimo Governo nazionale, ma anche a livello locale perché la Regione del Veneto legiferi in materia fiscale rivedendo l’Irap in capo alle strutture assistenziali pubbliche» conclude Biscaro.

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