Una giusta sentenza di condanna

L’ex consigliera di quartiere leghista di Padova Dolores Valandro, è stata condannata per istigazione alla violenza sessuale per odio razziale: 13 mesi di reclusione con sospensione e 3 anni di sospensione da attività politica e propaganda. La Valandro è stata inoltre condannata a risarcire 10.000 euro al Comune di Padova e 1.000 euro ciascuna alle 3 associazioni che, a seguito del post su Facebook rivolto alla ministra Cécile Kyenge (“Ma mai nessuno che se la stupri?”), hanno deciso di costituirsi parte civile.

2013 7 16 CALDEROLIdimettiti 022Questa sentenza dà voce e ragioni a quella parte crescente dell’opinione pubblica indignata e mobilitata contro le dichiarazioni della Valandro e quelle del Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e del consigliere regionale veneto Daniele Stival (nelle foto alcuni momenti della manifestazione di Mestre di martedì 16 luglio, per chiedere le dimissioni del vicepresidente Calderoli). Una parte sempre più consistente di cittadinanza che si vergogna dell’immagine di paese retrogrado e razzista che ci siamo guadagnati all’estero grazie a questi indegni rappresentanti, e che ritiene invece che la crescita culturale ed economica di questo Paese passi attraverso la valorizzazione delle differenze, delle culture e della ricchezza costituita anche dalle seconde generazioni.

Questa sentenza dà anche voce e ragione a quanto imparano i nostri ragazzi a scuola: convivere e collaborare insieme, indipendentemente dalle differenze etniche, culturali e sociali, conoscere e rispettare le regole, chiedersi e dare ragione dei propri comportamenti, accettarne le conseguenze. Nessuno di loro infatti oserebbe mai dire alla compagna di banco nera: ‘sembri una scimmia’ o ‘chissà che ti stuprino’!

Manifestazione-Mestre-16lug2013(Web)Ma oltre all’indubbio valore simbolico, da questa sentenza ne deriverà un’utilità pratica e immediata: l’ assessora Marina Mancin del Comune di Padova chiederà alla giunta e al Consiglio Comunale di destinare i 10.000 euro di risarcimento al Centro Veneto Progetto Donna per la gestione di vari progetti e in particolare per le case di accoglienza per le donne vittime di violenza. Una proposta che va sostenuta, visto che ora la Regione Veneto si è dotata di una legge “per prevenire e contrastare la violenza contro le donne”, ma carente ancora di norme attuative sia in termini di tempi di realizzazione che di certezza di finanziamenti .

Il Comitato Direttivo Spi Cgil nazionale ha redatto anche un ordine del giorno (LEGGI QUI), con cui condivide la richiesta di dimissioni del Vicepresidente Calderoli.

LEGGI QUI anche il documento di solidarietà alla Ministra Kyenge redatto unitariamente dai segretari regionali veneti di CGIL, CISL e UIL.

Petizione “Senato della repubblica. Dimissioni di Calderoli da vicepresidente del senato”Clicca Qui per firmare.