«Strage nelle case di riposo venete? Se la Regione fosse intervenuta subito non conteremmo così tanti morti. Si parta dalla riforma delle Ipab».

Nelle residenze per anziani trascurato l’aspetto sanitario: pochi infermieri e attrezzature inadeguate, quando la maggior parte degli ospiti non è autosufficiente.

Venezia-Mestre, 28 aprile 2020 – «Quello che è successo nelle case di riposo venete non deve ripetersi mai più. Se la Regione ci avesse ascoltato non saremmo qui a contare i morti nelle nostre residenze per anziani. Invece, senza la riforma delle Ipab (che aspettiamo da 20 anni) e, in particolare, senza una riforma in senso sanitario delle strutture per anziani, Rsa e Regione si sono trovati completamente impreparati e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Solo nell’ultima settimana si sono registrati 113 decessi. Gli anziani delle case di riposo rappresentano ormai il 36% dei morti veneti per Coronavirus». Nonostante il Veneto abbia ora affidato alle Ulss la “regia” sulle Rsa, prima di fatto lasciate a se stesse, i sindacati veneti dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil tornano all’attacco della Regione alla quale da tempo (molto prima dell’avvento del Coronavirus) chiedono con forza di rivedere gli standard per le case di riposo venete, per adeguarle a una richiesta che riguarda sempre più persone non autosufficienti con bisogni non solo di assistenza ma anche (e soprattutto) sanitari.

«Abbiamo fatto innumerevoli manifestazioni a Venezia chiedendo alla Regione di essere ascoltati sulla riforma delle Ipab, una legge dello Stato del 2000 che solo in Veneto non è ancora stata recepita»,continuano Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil). Parliamo di oltre 100 strutture pubbliche, per la maggior parte case di riposo per anziani non autosufficienti, che attendono di venire inserite nel sistema sociosanitario della Regione. «Nelle nostre iniziative abbiamo sempre sostenuto anche la necessità che la Regione attui controlli costanti sulle case di riposo, soprattutto private. Non basta l’accreditamento». Negli anni i sindacati dei pensionati hanno denunciato la progressiva inadeguatezza delle case di riposo rispetto alle nuove esigenze, vista la presenza di anziani affetti da diverse malattie soprattutto croniche. «Come sindacato abbiamo una visione molto chiara della fragilità di queste realtà, la Regione forse meno. Per questo dovrebbe ascoltare di più le nostre opinioni e le nostre proposte, invece che puntare al risparmio nella sanità locale sulla pelle degli anziani».

Nelle case di riposo della nostra regione, spiegano ancora i segretari di Spi, Fnp e Uilp del Veneto, «in media ogni cento ospiti ci sono otto, nove infermieri che si turnano. Non solo: anche le attrezzature sanitarie, quelle che ti possono salvare la vita, sono totalmente inadeguate. Se si fossero incrementati il personale infermieristico e le attrezzature sanitarie, come chiediamo da tempo, non ci troveremmo in questa situazione drammatica». Insomma, concludono i sindacati dei pensionati, «attendiamo dalla Regione un’operazione trasparenza con informazioni chiare sul numero reale dei deceduti nelle Rsa e l’impegno a intervenire anche successivamente al Covid-19, per mettere mano ad una riforma complessiva di tutta la filiera della non autosufficienza garantendo sia un’adeguata assistenza domiciliare che la cura necessaria nelle case di riposo».