Più badanti e meno operai: in Veneto l’immigrazione è sempre più femminile. Cala la popolazione straniera (- 2,5%)

Diritti senza confini: Cgil e Spi al Crowne Plaza di Padova per discutere di immigrazione. La nostra regione si conferma seconda per numero di contribuenti immigrati.

Padova, 9 febbraio 2018 – L’immigrazione in Veneto è sempre più femminile (53%), sempre più europea (58%) e non è in crescita (-2,5% in un anno). Il dato riflette un calo di attrattività della regione che dal 2008 al 2016 ha perso 5.537 maschi di origini straniere di cui 2.971 lavoratori assicurati all’Inps. Nel contempo è aumentato il numero delle donne (+36,4), soprattutto quelle provenienti dai paesi dell’Est europeo che da sole sono arrivate a rappresentare un terzo dell’intera popolazione immigrata. Insomma, più badanti e meno operai, a dimostrazione del fatto che i flussi migratori si dirigono laddove c’è domanda di lavoro ed il Veneto, uscito dalla lunga crisi ed ancora connotato da precarietà, non sembra più una meta ricercata. Questo effetto non è ascrivibile ai soli anni della crisi, ma si presenta ancora attuale. Il che, abbinato al decremento del saldo naturale (-9.989 la differenza annua tra nascite e decessi) ed all’ulteriore invecchiamento della popolazione, sta portando la regione verso una soglia critica.
Il Veneto – secondo i dati della Fondazione Moressa elaborati per il convegno – è la seconda regione italiana dopo la Lombardia per numero di contribuenti immigrati (262 mila), con un gettito Irpef complessivo di 774 milioni di euro. I contribuenti stranieri in Veneto rappresentano il 9,3% del totale, mentre il gettito Irpef rappresenta il 5,5% del totale. Non è dunque più opportuno rafforzare le politiche di inclusione ed integrazione e, con esse, tenere alto il livello della legalità che sostiene il nostro welfare, anziché innalzare steccati e barriere propri di una visione spesso razzista e comunque poco lungimirante e perfino controproducente di fronte a fenomeni epocali?
Di questo si è occupato l’incontro promosso dalla Cgil e dallo Spi del Veneto al Crowne Plaza Hotel di Padova.
Due, in particolare, i filoni di approfondimento:
– quali politiche per l’integrazione (dallo Ius Soli all’accesso alle prestazioni) e le buone pratiche;
– quale gestione dell’accoglienza considerando che su 13.000 richiedenti asilo in Veneto solo alcune centinaia sono accolte all’interno del Sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), mentre una quota rilevantissima vive in grandi strutture gestite da cooperative, con tutti i problemi emersi anche di recente.
Altro argomento al centro del convegno riguarda la gestione della fase successiva al pronunciamento delle Commissioni di Valutazione sullo status dei migranti: c’è il rischio di produrre sacche esposte alla criminalità e all’illegalità.
Il convegno, “diritti senza confini”, si è aperto alle ore 9.30 con un intervento di Elena Di Gregorio, Segretaria Generale dello Spi Cgil del Veneto. Seguiranno i contributi di Maurizio Ambrosini (sociologo delle migrazioni), Franco Balzi (Sindaco di Santorso), Alassane Camara (richiedente asilo), Mina Cilloni (Spi Cgil nazionale), Christian Ferrari (Segretario Generale Cgil Veneto), Chiara Tronchin (Fondazione Moressa). Conclusioni di Giuseppe Massafra (Cgil nazionale).

Visualizza la galleria fotografica dell’iniziativa su Flickr