Salvaterra (RO), esperienza di educazione alla legalità

Primo esperimento di campo antimafia in provincia di Rovigo. Si comincia venerdì 6 settembre alle ore 15.00 alla Casa della cultura e della legalità di Salvaterra (via dei Partigiani, 242 a Badia Polesine in provincia di Rovigo) con un campo tematico organizzato da Libera, Cooperativa Porto Alegre, Udu, Rete studenti medi (Reds), Carpe diem e dallo Spi Cgil. A chi si rivolge? Ovviamente ai più giovani, tra i 14 ai 25 anni, per accompagnarli alla scoperta dei valori costituzionali e all’impegno nella cittadinanza attiva. Saranno impegnati quindi dal 6 all’8 settembre nella Casa della cultura e della legalità di Salvaterra, intitolata a Silvano Franzolin, carabiniere polesano assassinato dalla mafia nel 1982 durante un servizio di scorta in Sicilia. La struttura è ospitata in un bene confiscato alla criminalità organizzata che è stato restituito alla collettività attraverso una rete di associazioni che, raccolta attorno al Centro di documentazione polesano (Cdp), lo ha reso vivace centro di iniziative.

“Siamo felici che parta anche questa prima esperienza a Badia Polesine – afferma Rosanna Bettella, della segreteria regionale dello Spi Cgil, con delega alla legalità -. Quella che era una volta conosciuta come la “Villa del mafioso”, ovvero la casa estiva di un trafficante di droga collegato alla mafia siciliana, torna in mano alla comunità. Non dobbiamo mai dimenticare che le organizzazioni mafiose possono essere radicate anche in questo angolo povero del ricco nordest, incastonato tra le province di Verona e Padova. E questo campo, seppur breve come primo esperimento, come gli altri è una conseguenza naturale della filosofia della confisca: restituire i beni alla comunità, renderli vivi, animarli con iniziative culturali, formative e informative sulla difesa della democrazia, della legalità, della giustizia sociale, del diritto al lavoro”.