Meno di 1000 euro al mese per i pensionati padovani. Anziane penalizzate: 3 su 4 prendono meno di 750 euro

Vivere con meno di mille euro lordi al mese? Non è facile, se non facendo di necessità virtù. Ed è questo che fa la maggior parte dei pensionati padovani, costretti a vivere con assegni medi di 925,73 euro lordi. Gli ultimi dati riportati dall’Inps, e riferiti all’anno 2017, mostrano come anche nel Padovano il numero di pensioni sia diminuito rispetto all’anno precedente, seppur di poco (da 259.528 del 2016 a 259.326 del 2017), un trend che riguarda tutto il Veneto e che è legato agli effetti della legge Fornero. L’assegno previdenziale medio è invece aumentato (da 900,58 euro a 925,73 euro) per “merito” dell’adeguamento all’inflazione.

Confronto pensioni UOMINI-DONNE

Sempre notevole la differenza degli importi uomini-donne. Le pensioni erogate agli uomini nel Padovano sono 115.006 per un importo medio lordo mensile di 1.257,87 euro. Per le donne il numero di pensioni liquidate è di 144.320 con un importo medio lordo mensile di 661,05 euro, praticamente la metà. Inoltre 3 pensioni su 4 (il 75,6%) destinate alle donne è inferiore ai 750 euro lordi mensili, mentre per gli uomini la percentuale è del 34,9% (1 su 3).

Per capire le difficoltà in cui versano le pensionate padovane si possono prendere in considerazione anche le pensioni integrate al minimo: nel 2017 ne sono state erogate 44.950, il 17% del totale delle pensioni liquidate nel Padovano. Di queste l’86% (39.051) è destinato a pensionate.

Confronto Comuni del Padovano

Analizzando le pensioni per ogni singolo comune si notano grandi differenze negli importi medi. Questo aspetto testimonia le diverse caratteristiche economiche sociali del territorio padovano. In questa speciale classifica il comune più ricco risulta Baone con pensioni medie lorde mensili di 1.297,91 euro, mentre fanalino di coda è Barbona con una media pari a 903,50 euro.

“I dati – commenta Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto – testimonia l’allarmante condizione di difficoltà in cui versano gli anziani costretti sempre più a fare i conti sia con bassi livelli di reddito, sia con l’arretramento dei servizi alla persona e della sanità, tanto che ci sono alcuni pensionati che rinunciano addirittura alle cure. Anche la penalizzazione economica delle donne è un gap che deve essere superato. Proseguiremo la nostra battaglia per la riforma strutturale del sistema pensionistico”.