L’isolamento degli anziani nelle Rsa sta diventando un problema di salute: ai disagi psicologici e alla mancanza di affetto si aggiunge il calo di peso

La Regione non ha convocato i sindacati per il promesso aggiornamento sul monitoraggio delle visite dei famigliari: «Ad agosto temiamo una situazione simile a un lockdown»

Venezia-Mestre, 15 luglio 2021 – Un anno e mezzo di pandemia, l’isolamento, le visite dei famigliari col contagocce e con assenza di contatto, nonostante vi sia una legge che le consenta, si sono rivelate per gli anziani ospiti in casa di riposo l’origine di problemi di salute che vanno dal calo cognitivo al calo di peso. È l’allarme che lanciano i sindacati veneti dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto, che denunciano anche che la Regione non ha mantenuto la promessa di produrre, entro il 10 luglio, un aggiornamento sul monitoraggio di come le Rsa stiano consentendo le visite dei famigliari degli ospiti e l’accesso ai volontari, in applicazione dell’ordinanza del ministero della Salute dell’8 maggio. Ricordiamo che un mese fa era emerso che oltre il 60% delle strutture prevedeva barriere, eliminando quindi la possibilità di contatto fisico, e i sindacati avevano chiesto di approfondire anche altri aspetti sulle modalità di accesso. Questa mancanza di comunicazione desta oggi grande preoccupazione, dato che l’ordinanza ha valore fino al 30 luglio: le segreterie nazionali di Spi, Fnp e Uilp hanno inviato una lettera ai ministri competenti affinché sia garantita continuità alle aperture.

«Agosto è un mese molto critico, a partire dalle ferie – meritate, sia ben chiaro – del personale, che già sappiamo essere insufficiente», considerano le segretarie generali venete Elena Di Gregorio (Spi Ggil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp Uil).E aggiungono: «Se già fino ad ora molte case di riposo si sono rifiutate di garantire l’aspetto più affettivo durante le visite, nonostante vaccinazioni a tappeto degli ospiti e Green Pass per i famigliari, temiamo che agosto diventi per i nostri anziani un mese di isolamento simile a un altro lockdown, i cui effetti sulla loro salute psicologica e fisica si sono già visti in modo drammatico. La Regione dovrebbe esercitare un potere di controllo: ha intenzione di farlo?».

Oltre alla presenza di barriere fisiche, in questi poco più di due mesi di “aperture” i sindacati hanno raccolto segnalazioni da tutte le Ulss di visite con durata troppo breve, di orari di accesso incompatibili con quelli di chi lavora, di personale costretto a funzioni di sorveglianza con disagio da parte di tutti (personale stesso, ospiti e famigliari). E sul fronte della salute fisica allarma un recente rapporto del ministero della Salute che parla di rischio malnutrizione per il 70% degli anziani ospiti nelle Rsa. «È necessario verificare se questo dato trovi riscontro anche nella realtà veneta e se la pandemia abbia aggravato la situazione», continuano Spi, Fnp e Uilp, «le segnalazioni che ci arrivano parlano di anziani calati di peso in modo preoccupante, soprattutto quelli che non sono in grado di nutrirsi in autonomia. È opportuno che il monitoraggio della Regione si ampli a verificare anche gli indicatori di salute degli ospiti delle case di riposo».

Sappiamo quanto siano importanti le relazioni sociali e affettive per la salute degli anziani. «Ormai con il Green Pass si va ovunque, famigliari e volontari sono obbligati ad averlo per entrare nelle strutture», concludono le segretarie dei pensionati, «perché ci si ostina a negare agli anziani in casa di riposo quel tipo di socialità che li fa stare bene?».

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