Lavorare di più per pensioni più basse

Dal 1° gennaio 2027 cambiano i requisiti per il pensionamento e i coefficienti di trasformazione

«Avevano promesso di cancellare la legge Fornero e invece cosa ci aspetta? Dal 2027 si andrà in pensione più tardi e con importi più bassi, a parità di contributi accumulati». Commenta così la segreteria dello Spi Cgil Veneto l’operato del Governo, anche alla luce dell’analisi dell’Osservatorio Previdenza della Cgil diffusa lo scorso 21 ottobre (clicca qui per leggere l’analisi).

Partiamo dal requisito dell’età. Per la pensione di vecchiaia non basteranno più i 67 anni: dal 2027 sarà necessario lavorare un mese in più, che diventeranno tre nel 2028.

Stesso aumento per le pensioni anticipate: dal 2027 serviranno 42 anni (41 per le donne) e 11 mesi di contributi, dal 2028 43 anni (42 per le donne) e un mese. A questi andranno aggiunti i “mesi finestra”: tre nel privato, sette per alcuni settori del pubblico (che diventeranno nove nel 2028).

Per quanto riguarda invece gli importi, dal 2027 scatta l’aggiornamento del “coefficiente di trasformazione”, quel numero che determina l’importo della pensione liquidata in base ai contributi accumulati. Viene aggiornato ogni due anni in base all’aspettativa di vita del biennio precedente a quello appena passato (quindi per il 2027 il valore è determinato dall’attesa di vita del biennio 2023-2024).

EtàCoefficienti di trasformazionePERDITA
20242025-262027
645,18%5,09%5,01%-3,38%
675,72%5,61%5,51%-3,65%
706,40%6,26%6,14%-4,00%
716,66%6,51%6,38%-4,10%

A parità di montante contributivo ed età di pensionamento, con il coefficiente di trasformazione del 2027 c’è una riduzione dell’assegno pensionistico rispetto a quanto risulterebbe con i coefficienti del 2025-2026 e del 2024. Tale differenza negli importi mensili e annui lordi ha poi un impatto cumulato lungo tutta la durata della pensione e si traduce in una perdita di migliaia di euro.

La simulazione sullo stesso montante*

EtàMensile con coefficienti 2024Mensile con coefficienti 2025-2026Mensile con coefficienti 2027
64€ 1.132,39€ 1.111,42€ 1.094,16
67€ 1.250,13€ 1.225,01€ 1.204,48
70€ 1.396,92€ 1.367,00€ 1.341,00
71€ 1.453,72€ 1.422,04€ 1.394,08

* montante contributivo utilizzato 283.971,65 euro per una retribuzione alla cessazione pari a 30.000 euro

Pensionamento a 67 anni: confronto degli assegni 2024–2027 e perdita cumulata per uomini e donne

Mensile
2023-24
Mensile
2025-26
Mensile
2027-28
Perdita
annua
Cumulata uominiCumulata donne
€ 1.000,00€ 979,91€ 963,48€ 474,75€ 6.923,45€ 8.822,46
€ 1.500,00€ 1.469,86€ 1.445,22€ 712,13€ 10.385,18€ 13.233,68
€ 2.000,00€ 1.959,81€ 1.926,96€ 949,50€ 13.846,90€ 17.644,91
€ 2.500,00€ 2.449,76€ 2.408,70€ 1.186,88€ 17.308,63€ 22.056,14
€ 3.000,00€ 2.939,72€ 2.890,44€ 1.424,25€ 20.770,36€ 26.467,37
€ 3.500,00€ 3.429,67€ 3.372,18€ 1.661,63€ 24.232,08€ 30.878,60
€ 4.000,00€ 3.919,62€ 3.853,92€ 1.899,00€ 27.693,81€ 35.289,82

Come indicato dalla Cgil, è necessario «fermare il continuo innalzamento dei requisiti pensionistici, garantire una reale flessibilità in uscita e contrastare l’impoverimento delle pensioni future. La difesa dei salari e di un lavoro stabile è parte della stessa battaglia, perché determina i contributi e gli assegni di domani».

Si lavorerà di più per avere pensioni più basse.

Foto: elaborazione di immagine di Magnific

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