Legge regionale sui caregiver: cosa prevede?

Le principali novità previste dal provvedimento approvato all’unanimità lo scorso 29 settembre

Il 29 settembre può essere definita, per molti versi, una data storica per la Regione Veneto. Con un voto bipartisan, infatti, il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge regionale per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno della figura del caregiver familiare.

Il provvedimento (Progetto di legge n. 81), nato da un testo proposto tra gli altri da Chiara Luisetto (Pd) e appoggiato dal presidente della Regione Alberto Stefani, introduce importanti novità rispetto a una figura fondamentale per affrontare il tema della non autosufficienza (spinta da un generale invecchiamento della popolazione), sempre più centrale nella nostra società.

In Veneto – secondo le stime dello Spi Cgil – vivono circa 156 mila ultraottantenni non autosufficienti. La quota aumenta sensibilmente se si prendono in esame tutte le età e in particolare tutti gli anziani di età superiore ai 70 anni. Fra questi, circa 30 mila sono ospitati nelle cosiddette case di riposo, con rette sempre più difficili da sostenere, i posti assolutamente insufficienti e le impegnative di residenzialità per la quota sanitaria – che permettono una riduzione, seppure insufficiente, della spesa mensile – che non coprono le richieste totali.

La stragrande maggioranza dei soggetti non autosufficienti viene dunque seguita a domicilio, in parte da assistenti familiari, comunemente conosciute come badanti e, in parte, appunto dai caregiver. Parliamo per lo più di figli e figlie (ma le donne rappresentano la stragrande maggioranza) che sacrificano molte volte parte della propria vita professionale o familiare per seguire i propri cari.

Il 29 settembre, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una legge che finalmente riconosce la figura del caregiver, relegata prima solo a un indecifrabile termine anglosassone.

Cosa cambierà ora? Elenchiamo qui di seguito le principali novità introdotte dalla nuova normativa, sottolineando fin da subito che questo è un inizio positivo ma, appunto, è solo l’inizio di un percorso che per rendere effettivi i diritti riconosciuti nella legge dovrà vedere la definizione dei provvedimenti di attuazione, l’attivazione dei servizi previsti e il necessario finanziamento.

Ecco i principali punti della norma:

  • Viene riconosciuta in modo istituzionale la figura di chi presta assistenza volontaria e gratuita alla persona non autosufficiente. Parliamo soprattutto di parenti e familiari, ma anche amici o conoscenti, purché si sia ottenuto il consenso della persona assistita.
  • La norma contempla servizi di supporto integrativo, percorsi privilegiati nell’accesso ai servizi, sia sanitari che sociali, iniziative di orientamento per i soggetti chiamati all’assistenza, formazione specifica sempre nell’ambito dell’assistenza, supporto psicologico, interventi di soccorso e di sollievo, accompagnamento da parte di specifiche figure professionali.
  • Vengono introdotte le certificazioni delle competenze dei caregiver nell’ambito del sistema di assistenza alla persona non autosufficiente.
  • Si prevede un fondo regionale dedicato alla formazione del caregiver: 250 mila euro nel 2026, un milione di euro per il biennio 2027-2028.
  • Infine, un’attenzione particolare è rivolta ai giovani fino a 24 anni, tutelandone i bisogni educativi e il benessere psicofisico.

Per lo Spi Cgil del Veneto l’approvazione di questa legge è un segnale molto importante, nato fra l’altro da un voto unanime e bipartisan, per affrontare, almeno in parte, i temi della fragilità e della non autosufficienza che devono essere al centro delle politiche presenti e future.

Come sottolinea Nicoletta Biancardi, segreteria generale dello Spi Cgil del Veneto, «questa è una legge di dignità, che riconosce il ruolo di tante e tanti caregiver. La cura da fatto privato e familistico diventa fatto pubblico e sociale. Anche se questo deve rappresentare solo l’inizio di un percorso che valorizzi sempre più tali figure fondamentali per sostenere l’assistenza di tantissimi anziani che ormai, purtroppo, non sono più in condizioni di autosufficienza».

Immagine di magnific

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