Diario dai campi: “Il Giardino della Legalità” di Campolongo Maggiore

Il diario giornaliero dei ragazzi partecipanti al campo/laboratorio che si è concluso lunedì 8 settembre nella villa confiscata al boss della mafia del Brenta, Felice Maniero.

LUNEDI’ 8 SETTEMBRE 2014

L’ultima giornata di campo si è aperta con una visita al Municipio di Campolongo Maggiore dove abbiamo incontrato il Senatore Felice Casson – Vicepresidente della II Commissione permanente Giustizia del Senato, il Sindaco Alessandro Campalto e Angiola Tiboni di SPI-CGIL Venezia. Da parte loro è stato espresso un sentito riconoscimento per il nostro contributo nella valorizzazione di un bene che era confiscato e che ora è a disposizione della collettività. Al termine del dibattito abbiamo ricevuto un’attestato di partecipazione al Giardino della Legalità, dopodiché siamo tornati in villa dove il pranzo è terminato con una meravigliosa torta preparata dalla Signora Anna.
Nel pomeriggio, con una serie di interviste a tutti i volontari, abbiamo ultimato le riprese del workshop “il terzo occhio” diretto dal Prof. Gabriele Toso.
Infine, seduti sul prato ci siamo confrontati sulla esperienza personale vissuta durante questa settimana di laboratorio. E’ stata una settimana molto intensa. Uniti dall’obiettivo di riqualificare la villa come bene comune si è instaurata tra di noi una forte coesione. Si è creato un bel gruppo di cui siamo orgogliosi di aver fatto parte e che già progetta un nuovo incontro ad ottobre.
Durante il campo abbiamo avuto modo di conoscere studiosi, giornalisti e persone che a vario titolo vivono nel territorio e che nel loro impegno per liberarlo sferrano un duro colpo al cuore dell’illegalità.
Sapere che tante persone si sono impegnate nella lotta contro le mafie, e l’illegalità in generale, ci fa sentire meno soli di fronte alla sfida di costruire una società nuova e più pulita. Il percorso di vita di queste persone è un messaggio forte che ci ispira e ci guiderà.
Da questa esperienza abbiamo preso molto dal punto di vista etico e umano, e speriamo che sia un punto di partenza per il recupero di altre aree confiscate. Sarebbe bello che la Villa diventi uno spazio a disposizione della comunità con un parco aperto a tutti e che sia un luogo dove vivere l’arte. In questo senso abbiamo realizzato dei murales tra cui spicca un ritratto di Giovanni Falcone. Il Giardino promuove un messaggio di Legalità e speranza che auspichiamo sia stato apprezzato dai cittadini di Campolongo e che vuole sollecitare le Istituzioni che ci governano ad una maggiore attenzione al territorio.
Prima di salutarci vorremo ringraziare i cittadini di Campolongo Maggiore, ARCI, SPI-CGIL, Affari Puliti, AUSER, Libera, i nostri animatori Davide, Margherita, Gastone, Fabrizio e Moreno e il team dei nostri bravissimi cuochi, e in particolare Gabriele e Loredana, per l’ottima cucina, la pazienza e per i loro racconti ed Enrico.
Diamo appuntamento a tutti alla prossima edizione del Giardino della Legalità e alle altre iniziative che con la vostra collaborazione riusciremo a creare.

DOMENICA 07 SETTEMBRE

Con poche ore di sonno sulle spalle siamo andati in Corea!, ossia siamo stati accolti nella casa di Rino Gobbi, un poliedrico vecchietto di Campolongo Maggiore che accompagnandoci nel suo giardino ha mostrato le sue geniali invenzioni. Tra una bicicletta con portaombrello e magiche altalene ci siamo fatti una bella merenda.
Dopo aver riordinato la villa ci siamo preparati per un grande match nel centro sportivo di Bojon. Si sono sfidati la squadra di Affari Puliti, tra le cui fila giocava il senatore Felice Casson e gli intrepidi giocatori del Giardino della Legalità. Nonostante la classe e la superiorità tecnica dei nostri giocatori ARCI-UISP, la partita si è concluso con un inaspettato ma inequivocabile 8-3 per Affari Puliti. Ad intrattenere gli spettatori un cronista di eccezione: il nostro Davide Vecchiato. Dopo esserci rinfrescati con un bell’ aperitivo siamo rientrati in villa. Conclusa la cena, immersi in un’atmosfera magica donata dalle mille candele disseminate nel giardino abbiamo assistito all’esibizione dei Rosso Ex, la cui voce è del nostro compagno Gastone. Alla fisarmonica, invece, il nostro coordinatore DavidOne. Tra risate, goliardia e tantissime emozioni ci siamo dati la buonanotte.

SABATO 06 SETTEMBRE

Finalmente è arrivato il giorno della festa, occasione in cui la cittadinanza può godere di questo bene liberato. Il Giardino della Legalità si apre alla cittadinanza che potrà condividere un momento di festa all’insegna della musica. Anche vent’anni fa si svolgevano feste in questa villa alle quali Felice Maniero invitava il vicinato alla partecipazione per aumentare il proprio consenso ed il controllo del territorio.
La festa di oggi invece rappresenta la vittoria sulla mentalità mafiosa e sottolinea che la popolazione si è ripresa il suo territorio. Preparare la festa è stata un’esperienza di lavoro comunitario in cui abbiamo collaborato con i volontari SPI-CGIL, AUSER, ARCI per poter offrire un momento di gioia frutto della legalità. Nel pomeriggio abbiamo ricevuto i saluti del vicesindaco e di Libera Riviera del Brenta-Venezia con cui c’è stato uno scambio di impressioni sull’importanza di rendere il bene confiscato un luogo che contribuisca al progresso sociale ed economico della comunità. Successivamente abbiamo avuto un incontro con Enzo Guidotto, maestro dell’antimafia nazionale da un’intera vita. Attraverso la metafora dei tentacoli di una grande piovra, ci ha illustrato la distinzione tra le varie tipologie di mafia: “la mafia che uccide lentamente” attraverso la droga, traffico d’armi; la mafia economica ed infine la mafia finanziaria. Dopo tanto sudore ed impegno eccoci in festa. Tra tanti ospiti, grigliata e bevande e tanta musica è arrivato il momento per noi di essere i protagonisti di questa serata, nonostante la mancata presenza di alcuni compagni che per impegni nella Rete degli Studenti Medi hanno dovuto anticipare la partenza. Sul palco abbiamo esposto alla comunità la nostra esperienza e dimostrato come il lavoro collettivo abbia donato un’altra faccia a questa villa. A conclusione della serata il cielo si è riempito di tante stelle, lanterne rosse lanciate da tutti noi.

VENERDI’ 05 SETTEMBRE 2014

Questo laboratorio antimafia ci ha dato l’opportunità di incontrare in diverse occasioni attori della democrazia e della legalità. Persone che ogni giorno affrontano i problemi sociali del nostro Paese fornendo anche a noi un esempio di condotta morale e un motivo di speranza. In questo senso l’incontro tenuto oggi con Enrico Piron e Angiola Tiboni, segretari di CONFEDERAZIONE-CGILe SPI-CGIL di VENEZIA, ed Alessandro Cobianchi Responsabile Legalità di ARCI Nazionale, è stato uno dei più interessanti. È stato discusso il significato di alcuni articoli della costituzione italiana. In particolare l’articolo 32, che affronta il tema del diritto alla salute, e l’articolo 11 che stabilisce che l’Italia è un paese che ripudia la guerra. Oggi più che mai è importante occuparsi di sanità, in quanto è soggetta a grandi speculazioni finanziarie, che includono sia i servizi essenziali, sia spese accessorie che non dovrebbero gravare sui cittadini. Assistiamo al tentativo di privatizzazione selvaggia dei servizi essenziali per la salute. È una mercificazione della salute dei cittadini alla quale i nostri governi ricorrono ogni qualvolta si presenti la necessità di una manovra finanziaria.
La sanità è uno dei più redditizi ambiti dove il malaffare riesce ad attecchire. Una situazione analoga accade per la spesa militare che è una fonte importante di guadagno per le mafie e per gli speculatori che si arricchiscono con il commercio delle armi. L’Italia è al settimo posto nella classifica mondiale che riguarda la produzione di armi. Molte guerre sono combattute con le armi prodotte in Italia e oltre ai morti causati nell’immediato, gli ordigni e le mine che rimangono disseminati sul terreno privano la popolazione della libertà di espressione e dei loro diritti fondamentali. Questo atto di privazione di un bene comune è un comportamento di stampo mafioso, e anche le spese per gli aiuti umanitari e la bonifica dei terreni sono spesso soggette a speculazione. Le istituzioni italiane non tengono conto dell’anticostituzionalità delle proprie azioni le cui conseguenze sono gravissime e moralmente inaccettabili.
La sera siamo stati al circolo ARCI-UISP di Liettoli in cui si è svolto un interessante incontro sulla figura del mafioso diffusa dai mass-media con Diego Pagotto, attore della fiction “Faccia d’angelo” parlando di mala-comunicazione con Ilenia Benetti ed abbiamo visto un cortometraggio di Tobia Berti.

GIOVEDI’ 04 SETTEMBRE 2014

La mattinata è iniziata con lo svolgimento di alcune attività lavorative all’interno della villa. Abbiamo allestito un palco che verrà utilizzato per l’evento musicale di sabato “Un giardino per tutti” e abbiamo realizzato delle piccole opere di abbellimento del giardino. In particolare su un muro di cinta sono state dipinte le coraggiose parole di Giovanni Falcone “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali, e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.
Nella tarda mattinata alcuni componenti del gruppo del Giardino della Legalità hanno fatto visita alla cittadinanza invitandola a partecipare alla serata di sabato. Molti dei cittadini di Campolongo Maggiore hanno risposto in maniera cordiale e interessata all’invito, anche se non proprio tutti. Durante il pomeriggio abbiamo avuto modo di rilassarci un momento dopo le numerose attività svolte durante la settimana.
Con i volontari sono stati messi a confronto problemi ambientali riguardanti legalità, economia, ambiente e diritti dei cittadini, le drammatiche situazioni di Taranto, della Terra dei Fuochi e del territorio lagunare del polo chimico di Portomarghera. La discussione si è incentrata sul rapporto tra istituzioni, lavoro e salute dei cittadini. Sono argomenti molto complessi che andrebbero affrontati in maniera più esaustiva, nonostante questo il confronto è stato vivace e interessante.
Successivamente è stato proseguito il workshop sulla  buona e mala-comunicazione, argomento principale e riguardante le tecniche di comunicazione e il loro utilizzo da parte della malavita. Il tardo pomeriggio è trascorso all’insegna dello sport con la premiazione della gara ciclistica “Il Giro della Legalità”, con più di centosettanta ciclisti arrivati per noi a correre nelle frazioni di Liettoli e Campolongo gareggiando per lo sport più etico simbolo della legalità. Inoltre si è parlato di etica dello sport, mala-sport e tifoserie; alcuni di noi volontari atleti sono passati quindi all’allenamento con una partita di calcetto prologo dell’evento di domenica “Un calcio alla mala del Brenta”. Dopo cena siamo stati accolti dai compagni dell’ARCI a Bojon dove si è tenuta una piacevole serata, allietata da buona musica e buona compagnia.

MERCOLEDI’ 03 SETTEMBRE 2014

La visita di Venezia si è aperta con la partecipazione alla conferenza facciamo Affari puliti della Camera di Commercio dove sono intervenuti rappresentanti di Libera Veneto, Affari Puliti, SPI-CGIL, ARCI, Presidente Coldiretti e imprenditori che ci hanno raccontato la loro esperienza di legalità nel proprio ambito lavorativo. Le loro testimonianze ci hanno mostrato che la via della legalità perseguita con rigore dà i suoi frutti. La Camera di Commercio è uno degli organi che la società civile mette a disposizione dell’individuo per riuscire ad orientarsi nel mercato, distinguendo tra affari puliti e situazioni poco trasparenti.
Successivamente ci siamo spostati al Circolo ARCI F. Trentin-Baratto situato a Cannaregio. Angiola Tiboni –Segretario generale SPI-CGIL di Venezia – ci ha raccontato la storia di Venezia e della corruzione in relazione alle Grandi Opere (Mose) e al problema di impatto ambientale e sicurezza della città rispetto al transito delle navi da crociera in Laguna. Il suo “essere veneziana” l’ha portata ad esporre queste tematiche dal punto di vista di una cittadina coinvolta in prima persona. La mala informazione e la corruzione hanno permesso ad un progetto discutibile di attirare il consenso delle persone. I grandi capitali impiegati nell’attuazione delle Grandi Opere sono stati dispersi in innumerevoli casi di piccola e grande corruzione. Anche coloro che avrebbero dovuto controllare la distribuzione dei fondi previsti per il progetto si sono resi complici di questi reati ai danni della Laguna e della comunità veneziana. Destano preoccupazione le ultime decisioni e potenziali soluzioni delle istituzioni (Comitatone) in merito al transito delle grandi navi a Venezia. Anche in questo caso la cittadinanza è stata esclusa in maniera antidemocratica.
La giornata si è conclusa con una interessante visita al ghetto ebraico e alle sue sinagoghe, dove abbiamo approfondito la conoscenza del contesto storico-culturale in cui si inserisce l’ebraismo della città di Venezia e nella storia della Serenissima Repubblica marinara, come prima città integrante ed aggregante in Europa.

MARTEDI’ 02 SETTEMBRE 2014

Questa esperienza formativa è caratterizzata dall’intensità delle iniziative e ci ha portato a conoscere molte persone che hanno cercato di promuovere la legalità nel territorio in cui vivono. Indignarsi è l’inizio di una lotta contro quei valori fasulli che la mentalità mafiosa sfrutta per creare il terreno fertile per il malaffare. 
La storia della “mala del brenta” è ancora una ferita aperta, e con la nostra attività promuoviamo il riscatto sociale.
La serata ci ha portato a conoscere anche la drammatica realtà del popolo Sharawi, abitanti del Sahara occidentale, oggi confinati in una Regione arida dell’Algeria.
Privati della loro terra, resi profughi per gli interessi economici non solo del Marocco che ha invaso, ma anche dall’Occidente che da questo sopruso trae guadagno.
Lo sfruttamento del territorio per interessi economici a scapito dei bisogni umani, non si limita alla mentalità mafiosa italiana, ma è una piaga globale.

LUNEDI’ 01 SETTEMBRE 2014

Durante la mattinata ci siamo ritrovati a Campolongo Maggiore presso la villa dell’ex boss della mala del Brenta Felice Maniero. Siamo stati accolti dai volontari (ARCI, SPI-CGIL, AUSER) e abbiamo conosciuto i compagni di questa avventura. Fin da subito si è creato un clima di condivisione delle proprie esperienze di vita e dello spazio comune. La giornata è trascorsa serena in un clima familiare. Nonostante la provenienza da realtà differenti e posti lontani l’aspettativa è quella di partecipare attivamente alla vita comunitaria.

Guarda QUI le gallerie di foto.

Scarica QUI il programma completo delle iniziative, degli spettacoli e dei momenti di incontro.

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Spi, Arci, Cgil con Libera uniti per un patto intergenerazionale in Italia, a Campolongo Maggiore (Ve) per creare una nuova cultura contro le mafie.
Il laboratorio si terrà dall’1 all’8 settembre 2014 nella villa confiscata che fu di Felice Maniero, il boss della cosiddetta Mafia del Brenta.
Attraverso una serie di attività di formazione e lavoro a Campolongo M.re verrà sperimentato l’utilizzo del lavoro manuale e agricolo quale veicolo alternativo per avvicinare i giovani (e non solo) alle tematiche dell’antimafia e della legalità democratica.

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Tra gli obiettivi del laboratorio c’è il recupero e la sistemazione dell’ex campo da tennis della villa, con la previsione di utilizzarlo come giardino pubblico anche per rappresentazioni musicali o teatrali. Per raggiungere lo scopo si rendono necessari alcuni lavori che il progetto mette in preventivo con l’obiettivo di raggiungere il massimo risultato, sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo, con il minimo costo.

Scarica QUI il programma completo delle iniziative, degli spettacoli e dei momenti di incontro.

Scarica QUI il pieghevole di presentazione del Laboratorio della Legalità 2014.

Guarda QUI le interviste di presentazione, dal nostro canale Youtube.

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