Gelindo Cervi a Vicenza racconta la sua famiglia

Lotta partigiana, dalla “pastasciutta antifascista” all’Istituto-Museo di Gattatico. La manifestazione vicentina quest’anno si è allargata a tutto il territorio regionale, e centinaia sono state le persone giunte a Campo Marzo, in pullman o in auto, dalle altre città. Ben 1.200 sono stati i piatti di penne al ragù serviti gratuitamente.

Cervi_Toccane_SegretariaVeneto_SegretarioVicenzaNon ha mai conosciuto suo padre, Gelindo Cervi. Quando è nato, nel febbraio 1944, il genitore, omonimo, era stato ucciso meno di due mesi prima dai fascisti. Fucilato assieme ai fratelli Ettore, Ovidio, Agostino, Ferdinando, Aldo e Antenore il 28 dicembre 1943 al Poligono di tiro di Reggio Emilia, dopo circa trenta giorni di prigionia. Della storia della sua famiglia, contadini che con i loro forti convincimenti democratici hanno fatto la storia della Resistenza reggiana, ha parlato lo stesso Gelindo a Vicenza, invitato dal Sindacato pensionati italiani (Spi) della Cgil in occasione del 71esimo anniversario della cosiddetta “pastasciutta antifascista”, avvenuto lo scorso 25 luglio.

“La ‘pastasciutta antifascista’ è un’iniziativa nata a Campegine nel 1943 dopo che si sparse la notizia che Mussolini, il 25 luglio, era stato arrestato – spiega Gelindo Cervi (a SX nella foto con Toccane, Turati e Canale) –. Si pensava che il fascismo fosse caduto e la guerra fosse finita, quindi per festeggiare la libertà la mia famiglia, assieme ad altre, portò la pastasciutta in piazza, nei bidoni del latte, offrendola a tutti gli abitanti. Ma la guerra in realtà, come sappiamo, continuò con Badoglio”.

“I fratelli Cervi sono stati i primi partigiani ad organizzarsi per lottare contro la dittatura fascista. Allora non era facile la lotta: si era soli, era pericoloso ed era distante la possibilità di conoscere e di sapere, anche se il fascismo era vivo da 20 anni. Questo clima dittatoriale – chiosa Cervi – aveva creato un odio la cui responsabilità è stata solo di chi ha governato”.

tavolata_IMG_4218La rievocazione vicentina della festa a base di maccheroni conditi con burro e formaggio, che si svolse in provincia di Reggio Emilia nell’ormai lontano 1943, ha raccolto ampi consensi. La manifestazione, giunta alla seconda edizione a livello provinciale, quest’anno si è allargata a tutto il territorio regionale grazie al sostegno dello Spi Veneto, e centinaia sono state le persone giunte a Campo Marzo, in pullman o in auto, dalle altre città. Ben 1.200 sono stati i piatti di penne al ragù serviti gratuitamente, oltre a salumi, formaggi e dolci. Pasta rossa, a differenza della ricetta originale, per ricordare ancora di più il sacrificio di tutti quei partigiani caduti per amore della Patria.

“Mio padre e i suoi fratelli seppero essere innovati nel loro lavoro contadino – prosegue Gelindo Cervi –. Sapevano leggere e questo permise loro di studiare i libri sull’agricoltura per capire come modernizzarla. E così, per esempio, arrivarono ad acquistare un trattore”.

“Studi sul mondo agricolo e sulla Resistenza continuano anche oggi all’Istituto Alcide Cervi a Gattatico. Il museo, che porta il nome di mio nonno, si trova in quella che un tempo era la nostra casa. Lì sono nato anch’io e noi, come famiglia, abbiamo dato il nostro modesto contributo alla sua realizzazione. Ma – tiene a precisare Cervi – non si tratta di un semplice museo in cui sono esposti solo cimeli, è qualcosa di più. È un museo di cultura. Tutto l’anno arrivano scolaresche e gli insegnati spiegano la cultura dell’antifascismo e come si organizzano le comunità. Ci sono ricercatori. C’è la biblioteca Emilio Sereni”.

“Il Museo – conclude – è un punto di riferimento molto più alto di quello che sono io, un semplice operaio”.

Concerto(2)Lo Spi Cgil di Vicenza da qualche anno ormai si avvale della collaborazione dell’Istituto Cervi per il progetto “Storia, Memoria ed Educazione alla Legalità”, finalizzato a tenere vivi i temi della Memoria, il significato della Storia, i valori della Resistenza e dell’antifascismo, nonché a diffondere la cultura della legalità attraverso iniziative rivolte agli iscritti all’organizzazione sindacale e agli studenti. Ultime, in ordine di tempo, quelle realizzate a corollario della “pastasciutta antifascista”, nell’arco di tre serate promosse anche con la collaborazione di Anpi, Zona democratica. Limite invalicabile e Comune di Vicenza: una tavola rotonda dal titolo “Resistenza: ieri, oggi e domani”, un incontro sui beni confiscati alle mafie, un reading musicale sui temi del femminismo a partire dagli Anni Settanta e la proiezione del film “Quando c’era Berlinguer”.