A luglio, bonus e quattordicesima per oltre 230 mila pensionati veneti

Cestaro (Spi Cgil): «Un aiuto per gli anziani più poveri ma il caro vita resta insostenibile»

Mentre nella nostra regione l’inflazione galoppa a ritmi da anni 80 – con percentuali superiori al 6,5% – un quinto dei pensionati veneti a luglio si potrà consolare con una doppia entrata extra: la quattordicesima mensilità e il bonus bollette da 200 euro, che arriverà comunque a oltre il 90% dei nostri pensionati. Insomma, fra un paio di settimane circa 230 mila anziani ultra64enni residenti in Veneto riceveranno in media 700 euro in più, oltre all’assegno previdenziale. Una vera e propria boccata d’ossigeno riservata ai pensionati più poveri, quelli che guadagnano meno di mille euro lordi al mese (circa 800 euro netti) e che in questi ultimi tempi hanno fatto i salti mortali per affrontare il caro vita, pressoché insostenibile sul fronte delle bollette e sul carrello della spesa, tanto più considerando che gli assegni previdenziali hanno ottenuto a inizio anno una misera rivalutazione dell’1,7%.  

Ricordiamo che la quattordicesima mensilità viene accreditata automaticamente dall’Inps agli ultra64enni che hanno pensioni inferiori a due volte la “minima”, che nel 2022 è di 524,34 euro. La somma aggiuntiva varia dai 336 ai 655 euro a seconda della fascia di reddito e degli anni di contribuzione. Il pagamento è rinviato a dicembre per chi compia 64 anni da agosto in poi e per chi è andato in pensione nel corso dell’anno 

Per quanto riguarda il bonus da 200 euro, spetta ai pensionati con entrate inferiori ai 35 mila euro annui, andando a coinvolgere più di nove anziani veneti su dieci. Peccato, però, che i 200 euro risultino del tutto insufficienti a contrastare l’inflazione record dell’anno in corso. 

«A luglio parte degli anziani veneti avrà modo di far quadrare un po’ i conti – commenta Massimo Cestaro, della segreteria dello Spi Cgil del Veneto – ma non è sufficiente, in particolare in questo anno di inflazione alle stelle. Lo chiediamo da tempo, va innalzato l’importo della quattordicesima e va allargata la platea dei beneficiari perché, lo vediamo tutti i giorni, anche le pensioni che superano due volte la minima non riescono a sostenere il peso degli aumenti. Riteniamo insufficiente pure il bonus da 200 euro, anche se potrà aiutare un po’ di famiglie in questo momento critico. Non bastano provvedimenti una tantum, sono necessari interventi strutturali». 

Tornando alla 14esima, Massimo Cestaro ricorda che «l’Ente previdenziale accredita in automatico la 14esima mensilità ma può succedere che qualche avente diritto non la riceva per i più svariati motivi. Le nostre sedi sono sempre a disposizione dei pensionati che non abbiano ottenuto la somma aggiuntiva pur ritenendo di averne diritto. Gli operatori dello Spi analizzeranno la documentazione e, se sussisteranno i requisiti, invieranno la richiesta all’Inps». 

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