Vaccino: pronte 100 mila lettere. Ma le dosi?

Gli organi di informazione hanno dato grande evidenza agli annunci del Presidente della Regione Luca Zaia secondo il quale sarebbero pronte a partire in questi giorni oltre 100 mila lettere di convocazione per la vaccinazione degli over 75enni veneti a partire dalla metà di febbraio.

È noto tuttavia che la campagna vaccinale, a livello nazionale anzi europeo, sta subendo una battuta di arresto a causa del taglio delle forniture da parte delle case farmaceutiche le quali si sono riservate del tempo per asserite necessità di adeguamento dei siti produttivi del vaccino.

Sarebbe pertanto un bel guaio se, con le lettere già recapitate, le consegne delle 250 mila dosi previste per fine mese dovessero subire ulteriori ritardi oppure non dovessero essere nelle quantità attese.

Al momento la situazione veneta è la seguente: 34 mila cittadini veneti già vaccinati; 111 mila in attesa della dose di richiamo e 76 mila in attesa della convocazione. Si tratta di personale sanitario o di ospiti delle Rsa a cui il Piano regionale ha accordato la priorità. Soltanto terminate queste vaccinazioni si passerà a vaccinare il resto della popolazione con priorità agli anziani ultra 75enni e ai lavoratori dei servizi essenziali.

Oltre queste incongruenze, la campagna vaccinale presenta anche altre carenze a carico soprattutto degli anziani: le Ulss posseggono un’anagrafica di tutti i cittadini distinti per età, esenzione per patologia e/o per invalidità totale o parziale. Perché deve essere compito del cittadino (o più spesso della badante o del famigliare) avvertire l’Ulss dell’eventuale impossibilità di spostamento da parte dell’assistito? Non sarebbe più razionale prevedere per tutti gli anziani la vaccinazione a domicilio tramite gli organi della medicina territoriale, medici di famiglia in primis?

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