Torna in Veneto la pastasciutta antifascista

Sabato e domenica i pensionati dello Spi Cgil ricordano il sacrificio dei fratelli Cervi. «La crisi pandemica rischia di aumentare odio e intolleranza»

Da Belluno a Rovigo, da Vicenza a Venezia fino a Padova. Dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia, i pensionati dello Spi Cgil del Veneto tornano a celebrare “in presenza” il settantottesimo anniversario della pastasciutta antifascista, in ricordo dei fratelli Cervi che il 25 luglio 1943 offrirono in piazza a Campegine (Reggio Emilia) un gustoso piatto di spaghetti per festeggiare la caduta del nazifascismo, per poi essere presi prigionieri, torturati e fucilati dagli stessi fascisti il 28 dicembre dello stesso anno. 

Come sempre, la giornata sarà un’occasione per ribadire l’importanza del ricordo e della memoria e per sottolineare come i valori dell’antifascismo – a dispetto di ciò che in molti pensano – siano più attuali che mai tanto più in questo periodo di profonda crisi sanitaria ed economica, dove il rischio di un aumento dell’intolleranza e dell’odio (soprattutto contro le minoranze) si fa sempre più elevato.

«Mai come oggi sentiamo parlare di diritti e di libertà da chi si rifà in realtà a ideali, come quelli fascisti, in cui entrambi questi valori erano soppressi – spiegano dal sindacato dei pensionati (Spi) Cgil del Veneto -. C’è chi si riempie la bocca con questi due termini per difendere la scelta di non vaccinarsi e addirittura, quelle stesse persone, parlano di dittatura sanitaria. Ecco, con la pastasciutta, vorremmo ricordare dove si nascondano le vere insidie per la libertà e per i diritti. Si nascondono, per esempio, dietro l’ostruzionismo nei confronti della legge Zan, con la quale si vogliono invece tutelare i diritti di una comunità che ancora oggi, nel 2021, subisce le discriminazioni di un Paese in parte intollerante e allergico a ciò che non conosce o non capisce. O nei vergognosi pestaggi di detenuti inermi da parte di chi dovrebbe rappresentare la giustizia. O nel sovranismo scellerato che ci vorrebbe isolare dal resto del mondo in nome di un non meglio precisato interesse nazionale. Insomma – concludono dallo Spi del Veneto – parlare di antifascismo oggi è più che mai attuale. La nostalgia del fascismo, purtroppo, non è morta e sepolta, come dimostra anche la recente indagine con la quale a maggio la Procura dell’Aquila ha sgominato l’organizzazione paramilitare “Ultima Legione” che aveva base anche a Vicenza e diffondeva on line messaggi deliranti di odio e discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi.  Ricordiamo che uno dei terreni della propaganda e caccia di proseliti è stata proprio la pandemia e la crisi economia declinata in chiave complottista e negazionista»

Fra reading, musica, incontri, interventi e, naturalmente, piatti di pastasciutta fumante, i pensionati dello Spi, venerdì, sabato e domenica prossimi, si ritroveranno dunque a rinverdire quella festa di piazza – con tutte le misure e gli accorgimenti necessari per scongiurare i contagi – e a ricordare il sacrificio dei fratelli Cervi che ci auguriamo non sia stato vano.  

A Belluno (Nevegal, località Pus) e a Rovigo (Casa della legalità Salvaterra) la pastasciutta è in programma sabato 24, mentre a Venezia (Mira, Dogaletto) e a Vicenza (Porto Burci) l’appuntamento è per domenica 25. A Padova (Albignasego, villa Salom) la pastasciutta è organizzata venerdì pomeriggio dall’Anpi con l’adesione di Auser e Spi Cgil

Tutti i programmi si possono consultare qui

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