Salviamo la Terra: dal 26 al 31 luglio il campo della legalità Salvaterra (RO)

Al via i Campi della Legalità a Salvaterra (RO) “E!State Liberi”. Quella del 2021 è la seconda edizione il cui filo conduttore sarà proprio “Salviamo la terra”, così come dice il nome della località in cui sorge la villa, sede del laboratorio. Si parlerà di ambiente, di memoria e impegno civico, di gioco d’azzardo, di inchieste e denunce e rapporti criminali nella nostra regione, ma anche di caporalato, di confisca di beni, di giustizia sociale ed ecologica, di negoziazione sociale insieme ai vari ospiti che si alterneranno nelle varie iniziative e alla Cgil tutta. Il campo di Badia Polesine si terrà dal 26 al 31 luglio 2021 ed è rivolto ai ragazzi dai 18 anni in su.

Importantesottolinea Nicoletta Biancardi, segretaria generale dello Spi Cgil di Rovigo – promuovere e mantenere vivo l’impegno civico, pur con tutte le precauzioni del caso e con una partecipazione ridotta, perché tutto questo dimostra che la battaglia per la legalità ed i diritti non può andare in vacanza e nemmeno deve essere il virus a fermare l’energia positiva dei ragazzi e delle ragazze nel dare il proprio contributo e nel fare un’esperienza così formativa. Un patto intergenerazionale che va oltre all’emergenza di questo periodo, ma mette le basi per un lavoro sinergico da alimentare e sviluppare per il bene comune“.

Salviamo la Terra – Il campo antimafia a Badia Polesine (RO)

AVVISO – Tampone in ingresso: per partecipare al campo è necessario sottoporsi a tampone antigenico (rapido) nelle 48h che precedono l’inizio del campo e presentare la certificazione di esito negativo all’arrivo. La mancata presentazione non permetterà l’ingresso e la partecipazione alle attività.

Il campo di E!State Liberi! a Salvaterra avrà al centro delle sue attività il bene confiscato Villa Valente Crocco, situato in piena pianura Padana e precisamente nell’Alto Polesine: qui, in una piccola frazione del Comune di Badia Polesine, esistono varie ville del secolo XVI, oggi non più abitate. Tra queste il bene confiscato Villa Valente Crocco. La gestione del bene è stata assegnata ad un insieme di associazione e cooperative sociali, un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) che, per le finalità che promuove, ha voluto chiamarsi con il nome della località che ospita il bene, Salvaterra. L’ATS È formata dalle associazioni: Centro Documentazione Polesano (Diritti Umani), WWF (Ambiente), Apicoltori Veneti e dalle cooperative sociali: Porto Alegre (immigrazione), Di Tutti i Colori (immigrazione e giovani) e AltriNoi (disabilità). Tante realtà, attive ogni giorno per favorire la coesione sociale e contrastare l’emarginazione e il disagio, con servizi concreti di accoglienza e sostegno materiale per le fasce più deboli della popolazione. L’idea progettuale di fondo è fare di Villa Valente Crocco un contenitore di attività di rilievo sociale e culturale, un punto di riferimento, non solo locale, sui temi della legalità, della tutela dei diritti umani e dell’innovazione delle politiche sociali. Il campo di E!State Liberi! sarà l’occasione per toccare con mano queste esperienze, contribuendo alle attività sviluppate sul bene confiscato, e conoscendo il territorio, le sue storie, le attività di Libera e delle tante realtà attraverso incontri, testimonianze e visite, con una particolare attenzione ai temi ambientali sotto tutti punti di vista: sociale, politico, sostenibile, legale, equo solidale e culturale.

Storia del Bene Confiscato

La villa, edificata nel XVIII Secolo, verrò venduta a fine anni ’80, entrando nella disponibilità di Francesco Ferrari, coinvolto nella cosidetta Turchia Connection, e coinvolto in attività di traffico di stupefacenti. La villa viene sequestrata nel dicembre 1995 dalla Procura della Repubblica di Verona ed assegnata al Comune di Badia Polesine. Dal lontano 1995 inizia una storia che sembra destinata al definitivo abbandono della struttura, fin quando il coordinamento di Libera del Polesano non contribuisce alla nascita di una nuova storia. A costruire il nuovo corso della villa sono sette realtà associative, impegnate in diversi ambiti del sociale. Nasce così la “Casa della Legalità”, destinata ad ospitare attività di rilievo sociale e culturale, rappresentando un punto di riferimento, non solo locale, sui temi della legalità, della tutela dei diritti umani e dell’innovazione delle politiche sociali. La villa è intitolata a Silvano Franzolin, ucciso nel 1982 nella cosiddetta “strage della circonvallazione”. Fu raggiunto dai colpi dei mafiosi di Nitto Santapaola, assieme ai colleghi e all’autista, mentre scortavano in carcere il boss Alfio Ferlito. In memoria di Franzolin, durante la cerimonia di inaugurazione, è stato anche piantato un albero nel grande parco della “Casa della legalità”, oggi spazio per incontri ed eventi, ma anche per progetti di reinserimento sociale e di recupero ambientale.

Per saperne di più: https://www.casadellaculturaedellalegalita.it/

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