“Salviamo il sociale”, i sindacati ascoltati in Consiglio regionale e dall’Assessore Lanzarin

Cgil, Cisl e Uil: «Vigileremo sugli impegni presi e sul recepimento delle nostre richieste nella prossima legge di bilancio 2023, a tutela delle famiglie e a salvaguardia dei servizi essenziali»

In più di duemila, tra delegati sindacali, lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, si sono dati appuntamento martedì 29 novembre a Venezia per chiedere provvedimenti urgenti alla Regione del Veneto per affrontare l’emergenza sociale in corso

In Campo San Geremia alla manifestazione regionale unitaria “Salviamo il Sociale”, alcuni delegati e i segretari di Cgil Cisl e Uil Veneto hanno preso la parola per spiegare le motivazioni della protesta e le loro richieste. Anzi per ribadirle, perché a voce unica il sindacato da mesi evidenzia la propria preoccupazione per la situazione e sollecita la Regione a prendere provvedimenti urgenti a sostegno del welfare del territorio, messo a dura prova dalla difficile congiuntura. 

I tre sindacati sono stati ascoltati in tarda mattinata in Consiglio regionale e poi dall’assessore alla Sanità, Servizi sociali e Programmazione sociosanitaria della Regione del Veneto Manuela Lanzarin. Presenti, oltre ai confederali, anche le categorie dei dipendenti del pubblico impiego e dei pensionati.  

In entrambe le sedi è stato ribadito come, dopo lo shock della pandemia e ora nella turbolenza internazionale scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina, l’instabilità economica e la repentina crescita dell’inflazione condannino oggi sempre più persone alla povertà anche nella nostra regione e il sistema di welfare territoriale (pubblico e privato) sia messo fortemente alla prova. «Si tratta del sistema delle case di riposo, degli asili nido delle scuole materne, e ancora le scuole di formazione professionale, i centri residenziali e diurni, l’edilizia residenziale pubblica,… ossia di servizi che sono essenziali per tantissime persone e famiglie – hanno evidenziato Tiziana Basso, segretaria generale di Cgil Veneto, Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto, e  Igor Bonatesta, segretario organizzativo di  Uil Veneto –. Un sistema sotto enorme pressione per l’ingente aumento dei costi dell’energia e di altre spese fisse, fattori a cui si aggiungono la carenza di personale e l’esiguità delle risorse, che non consente di valorizzare i lavoratori e le lavoratrici in maniera dignitosa. Il rischio forte è che, senza sostegni adeguati, non reggano o si prospetti per loro di dover scegliere tra l’aumento delle rette, con un aggravio ulteriore sui bilanci delle famiglie, e la riduzione dei servizi e della qualità delle prestazioni». 

Le proposte alla base della mobilitazione dei sindacati sono:

  • risorse aggiuntive per coprire e neutralizzare l’aumento delle rette pagate per questo genere di servizi sociali e sociosanitari;
  • incentivi all’assunzione, alla stabilizzazione e alla valorizzazione del personale (in particolare infermieri e operatori sociosanitari);
  • sostegno alle famiglie che si fanno carico della cura dei familiari disabili e/o non autosufficienti;
  • aiuti straordinari per le famiglie in difficoltà, incrementando il fondo per gli affitti e sostenendo le spese di riscaldamento ed elettricità. 

«Nell’incontro con i capigruppo di tutti i partiti presenti in Consiglio regionale le nostre richieste sono state ascoltate con attenzione – commentano i tre sindacati –, e da parte di tutti si è condivisa l’importanza dei temi da noi posti sul tavolo. Successivamente, anche una riunione molto più approfondita sui temi con l’assessore Manuela Lanzarin, che si è impegnata a verificare con il presidente Zaia la fattibilità di un intervento in bilancio che risponda alle nostre richieste a salvaguardia della tenuta del sistema sociale. In secondo luogo, l’assessore ha annunciato un prossimo decreto per l’avvio di un tavolo permanente di consultazione con le parti sociali su tutta la tematica sociosanitaria. Infine, si è anche impegnata a convocare a breve un incontro sia sulla riforma delle Ipab (il Veneto è la sola Regione in Italia a non averla ancora approvata), sulla riforma degli Ats, ossia gli Ambiti territoriali sociali introdotti dal Pnrr».

«Naturalmente continueremo a seguire i lavori del Consiglio – avvertono i sindacati – per verificare se e in quale misura le nostre richieste saranno recepite nella legge di bilancio 2023. Continueremo comunque ad impegnarci per non lasciare le persone più fragili e le famiglie sole di fronte alla emergenza sociale in corso». 

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