Quota 100, Pensione anticipata e Opzione donna: focus

Il 30 dicembre 2018 la Camera ha approvato definitivamente la Legge di Bilancio 2019, entrata ufficialmente in vigore dal 1° gennaio 2019. La manovra presta particolare attenzione al capitolo pensioni: dalla pensione di cittadinanza all’introduzione di quota 100, passando per la modifica del trattamento di rivalutazione automatico delle pensioni in essere a sfavore dei pensionati e delle pensionate. Andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio alcune delle novità sul pacchetto pensioni contenute nella Manovra 2019.

Quota 100, le caratteristiche 

Per quota 100 si intende un meccanismo di pensionamento anticipato che consente di lasciare il lavoro prima di avere maturato i requisiti attualmente in vigore con la Legge Fornero. Potranno accedere alla pensione anticipata cosiddetta «Quota 100» i lavoratori privati e pubblici che hanno maturato, o matureranno, nel triennio 2019/2021, 38 anni di contributi e 62 anni di età.

Nel dettaglio:

Ø  I dipendenti privati e autonomi con requisito maturato entro il 31/12/2018 potranno accedere alla pensione a decorrere dal 01/04/2019, chi perfeziona il requisito dal 01/01/2019 potrà accedere alla pensione dopo 3 mesi dalla maturazione.

Ø I lavoratori del settore pubblico con requisito maturato entro il 29/01/2019  (entrata in vigore del decreto) potranno accedere alla pensione a decorrere dal 01/08/2019

Ø chi perfeziona il requisito dal 30/01/2019 potrà accedere alla pensione decorsi 6 mesi dalla maturazione dei requisiti.

Ø Il personale della scuola potrà accedere al pensionamento a decorrere dal 01/09/2019 se perfezionano il requisito entro il 31/12/2019.

Ø È prevista l’incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro dipendente o da lavoro autonomo, ad eccezione di quelli derivati da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 € lordi annui.

Ø Tale incumulabilità si applica fino al compimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia

Pensione Opzione Donna

Opzione Donna – anche conosciuto come regime sperimentale donna – è un meccanismo che prevede la possibilità per le lavoratrici del settore pubblico e privato di andare in pensione in anticipo. Questo è però concesso a patto di accettare un assegno calcolato interamente con il sistema contributivo.

Le lavoratrici che hanno perfezionato entro il 31/12/2018 un’anzianità contributiva di 35 anni e un’età pari a 58 anni se lavoratrici dipendenti e a 59 se lavoratrici autonome, potranno richiedere il trattamento anticipato secondo le regole del calcolo del sistema contributivo.

Restano confermate le finestre di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti di 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Pensione Anticipata

Ø A decorrere dal 01/01/2019 l’accesso alla pensione anticipata sarà conseguito se risulta maturata un’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Ø Il decreto sterilizza fino al 2026 l’innalzamento del requisito contributivo per l’aspettativa di vita alla pensione anticipata ma introduce una finestra di 3 mesi.

Dopo la manifestazione unitaria e confederale del 9 febbraio scorso, continueremo nelle attività per sostenere con forza la piattaforma sindacale e rivendicare un cambio delle politiche economiche del governo. Un governo che dopo continui rinvii e correzioni, giusto in tempo per le elezioni europee, senza aprire un confronto e coinvolgere le Organizzazioni Sindacali, ha varato il Decreto su “reddito di cittadinanza e quota 100. – sottolinea Giuseppe Di Girolamo, segretario regionale dello Spi Veneto con delega alla previdenza – Premesso che tutti le misure avviate per tutelare e sostenere i più deboli o per rendere più flessibili le norme previdenziali sono auspicate e rivendicate nelle nostre piattaforme sindacali, nel provvedimento non ci sono le tante attese modifiche alla legge Fornero e la prima constatazione da fare è che quota 100 è una misura sperimentale per tre anni, e quindi non è il superamento della legge Fornero come si vuol far credere. La cosiddetta “quota 100” è molto parziale, interessa solo coloro che maturano i 62 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021 e se non si hanno entrambi i requisiti minimi, si dovrà attendere una quota superiore a “100”. Si tratta di un provvedimento che darà risposte solo ad un certo “tipo” di lavoratore, poiché copre in maggioranza maschi, occupati con continuità nelle grandi imprese delle regioni del nord, in settori pubblici o privati con scarsa stagionalità e vengono, di fatto, esclusi i lavoratori della piccola impresa e della cooperazione, i lavoratori dell’edilizia, dell’agroalimentare, gli addetti al turismo o alla ristorazione, ed in maggioranza le donne”.

Scarica il volantino (in pdf)