Negoziazione sociale 2021: garantire ai veronesi la continuità assistenziale sul territorio ed elevare la soglia di esenzione dell’addizionale comunale

Le richieste unitarie del sindacato

Potenziamento della medicina territoriale, lotta alle nuove e vecchie povertà, contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, efficientamento delle macchine amministrative degli enti locali che vanno dotate di personale adeguato nei numeri e nei profili professionali: sono queste le priorità che le confederazioni sindacali di Cgil Cisl e Uil di Verona, unitamente ai Sindacati Pensionati Spi, Fnp e Uilp, portano ai tavoli dei Comuni e dell’Ulss veronesi nell’ambito della nuova campagna di negoziazione sociale 2021.

La negoziazione o contrattazione sociale è un istituto riconosciuto fin dal 2016 dall’Anci, Associazione nazionale dei Comuni, che prevede un ruolo attivo delle parti sociali nella programmazione dei servizi sociali e socioassistenziali. Anche nel territorio veronese la contrattazione sociale nel 2020 ha dato un primo importante frutto con la sottoscrizione di un Patto Antievasione con il Comune di Sommacampagna.

Medicina di territorio. Dalla lotta alla pandemia, che ha visto degenti a casa il 95% dei circa 20 mila veronesi risultati positivi al virus, viene ribadita l’assoluta necessità di potenziare i servizi di assistenza domiciliare e di continuità assistenziale, una questione che, come Sindacato dei Pensionati, poniamo da anni sulla scorta dei dati demografici altrettanto ineludibili che mostrano un progressivo e inarrestabile invecchiamento della popolazione. 

Vanno pertanto aumentati i contributi ai Servizi di assistenza domiciliare (Sad) e di Assistenza domiciliare integrata (Adi). Va migliorata l’organizzazione dei percorsi tra Ospedale e Territorio in maniera tale da rendere chiare, intellegibili e fruibili ai pazienti e alle famiglie le alternative all’ospedalizzazione o all’istituzionalizzazione nelle case di riposo: centrali COT, medicine integrate di gruppo integrate, Case della Salute, centri di riabilitazione, Ospedali di Comunità, posti letto di sollievo.

Non è pensabile a nostro avviso che i presidi di medicina territoriale non giochino un ruolo centrale anche nella campagna di vaccinazione anti Covid.

Badanti. Va data regolazione, sostegno e riconoscimento alla platea dei Caregiver costituendo albi comunali per le badanti alle quali fornire anche una adeguata formazione.

Anziani. Va riconosciuto che per gli anziani la residenzialità rappresenta un valore in sé, da incoraggiare e sostenere con adeguati servizi di assistenza di natura non solo sanitaria (si pensi al tema della solitudine) dotando il sistema di personale adeguato sotto sia sotto l’aspetto numerico che dei profili professionali.

Povertà. Altrettanto impegnativo per i Comuni veronesi in questo 2021 sarà arginare le nuove e vecchie povertà che la pandemia ha fatto esplodere: 2,2 milioni di poveri in più nel solo 2020 (+50%) in tutto il Paese, e il Nordest non è più un’isola felice.

La richiesta principale che facciamo ai Comuni in questo ambito è di assumere l’obiettivo di elevare a 15 mila euro di reddito Isee la soglia di esenzione per l’addizionale Irpef e per la maggior parte dei servizi o prestazioni socioassistenziali a domanda individuale. E questo si realizza in due modi: rendendo più efficiente la macchina amministrativa (che spesso assorbe fino al 45% delle risorse solo per il suo funzionamento), anche nel recupero dell’evasione fiscale, e rimarcando anche a livello locale quella progressività della tassazione che è scritta nella nostra Costituzione.

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