In Veneto più di mezzo milione di prestazioni sanitarie da recuperare

La sanità veneta deve recuperare oltre mezzo milione di prestazioni sanitarie rinviate in ragione dei blocchi alle attività ospedaliere e ambulatoriali attuati a più riprese nel corso della pandemia da Covid. In particolare, al 1° aprile 2021 risultavano non erogate 289.127 visite specialistiche, 198.011 screening oncologici (mammografici, cervicali e colorettali) e 70.919 ricoveri considerati non urgenti, per un totale di 558.057 prestazioni.

Il 3 agosto la Regione ha reso noto i dati aggiornati delle prestazioni che devono essere recuperate in accordo con le Ulss entro la fine dell’anno in corso: 325.342 visite specialistiche; 187.852 screening oncologici e 50.251 ricoveri ordinari e in day hospital per un totale di 563.445 prestazioni sanitarie.

Dal 10 novembre 2020 al 31 gennaio 2021 era stata disposta la sospensione dell’attività specialistica ambulatoriale, mentre dal 10 novembre 2020 al 7 febbraio 2021 erano stati sospesi i ricoveri. Ulteriori sospensioni erano state disposte dal 29 marzo al 26 aprile 2021. Per quanto riguarda gli screening oncologici, la Regione afferma che molte delle prestazioni di screening non erogate sono imputabili alla mancata presentazione degli utenti nel

periodo epidemico, nonostante le strutture fossero rimaste aperte e gli inviti correttamente inviati. La riduzione delle attività chirurgiche sarebbe invece principalmente riconducibile all’impiego di anestesisti nelle terapie Intensive dedicate ai pazienti CoViD con diminuzione delle attività di sala operatoria nelle unità internistiche e la loro riconversione in reparti Covid.

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