La Cgil Veneto e le Camere del Lavoro si danno appuntamento alle 11.00 in Calle XXII Marzo a Venezia

Contro un bilancio che non sostiene le famiglie, la sanità pubblica, il welfare e l’ambiente e non contrasta l’emergenza abitativa, martedì 31 marzo, a partire dalle ore 11, la Cgil del Veneto e le Cgil provinciali di Belluno, Rovigo, Padova Treviso, Verona, Venezia e Vicenza saranno in presidio davanti al Consiglio regionale del Veneto in Calle XXII Marzo a Venezia.
A fronte di un bilancio fortemente gravato, oggi e per i prossimi anni, dal profondo squilibrio tra entrate e spese – ad esempio la Pedemontana e la copertura del possibile deficit nella gestione dei Giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026 – la Cgil Veneto denunciamo l’assoluta mancanza di coraggio della Giunta attuale e le conseguenze sulle famiglie, i lavoratori e in pensionati veneti. La Regione Veneto rimane inerte invece di usare la propria autonomia fiscale per sostenere i servizi.
COSA CHIEDIAMO PREVEDA IL BILANCIO REGIONALE
SANITÀ PUBBLICA
Un piano straordinario di assunzioni, formazione e valorizzazione dei diversi profili sanitari e socio-sanitari: indispensabile per salvaguardare e rafforzare il sistema sanitario pubblico, ridurre le liste d’attesa e per garantire a tutte e tutti il diritto alla salute.
CASA
Ripristinare e incrementare i fondi per il sostegno agli affitti e alle morosità incolpevoli; realizzare un Piano pluriennale di incremento dell’edilizia residenziale pubblica.
SOCIALE
Incrementare i fondi per la non autosufficienza con il potenziamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, fondamentali per tutto il Veneto, in particolar modo per aree interne/svantaggiate come quelle di Belluno e Rovigo. Fondi per il contenimento dei costi per le rette dei Centri diurni e delle Case di riposo, che gravano in particolar modo in alcune province, come Venezia.
AMBIENTE
Garantire la messa in sicurezza e la bonifica delle tante aree e falde acquifere inquinate presenti nel territorio veneto, da Porto Marghera a tutta l’area contaminata dai Pfas tra le province di Vicenza e Verona.
POLITICHE INDUSTRIALI E LAVORO
Investimenti e incentivi a sostegno dei percorsi di specializzazione e riconversione green nei diversi settori produttivi; dell’accelerazione nello sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili; della mobilità sostenibile potenziando e incrementando il trasporto pubblico locale; di una giusta transizione per garantire riqualificazione e ricollocazione professionale, sostegno al reddito e buona occupazione. Fondi per integrare la cassa integrazione che in Veneto continua a gravare su migliaia di lavoratori e sulle loro famiglie, già duramente provate dall’aumento del costo della vita.
SICUREZZA SUL LAVORO
Potenziamento degli organici degli Spisal e piena attuazione del piano strategico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche alla luce dell’inaccettabile incremento di morti sul lavoro, come quella avvenuta a Padova la scorsa settimana, e di malattie professionali, particolarmente accentuato nella provincia di Treviso.
STOP AI DEBITI INUTILI
Dalla Pedemontana veneta, opera da 2,2 miliardi di euro con una concessione trentennale che obbliga la Regione a versare circa 300 milioni all’anno ai privati, ai rischi derivanti dagli oneri di copertura dell’eventuale deficit nella gestione dei Giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026.