In occasione del presidio di martedì 31 marzo, una delegazione Cgil è stata ricevuta a Palazzo Ferro Fini
Attiviste e attivisti dello Spi Cgil da tutte le province erano presenti oggi davanti a Palazzo Ferro Fini al presidio organizzato dalla Cgil Veneto per chiedere al Consiglio regionale di accogliere le istanze del sindacato nella definizione del bilancio in tema di sanità pubblica, welfare, politiche abitative, sicurezza sul lavoro, ambiente, politiche industriali.
Al termine del presidio, la Segretaria generale della Cgil Veneto, Tiziana Basso, e la Segretaria generale dello Spi Cgil Veneto, Nicoletta Biancardi, sono state ricevute insieme ad una delegazione Cgil da tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza e Andrea Micalizzi, Vicepresidente del Consiglio regionale.
“Nel corso dell’incontro – commenta Basso – abbiamo ribadito le nostre richieste, registrando l’interesse sia della minoranza che della maggioranza. Quest’ultima però ancora una volta non ha recepito la nostra proposta dell’addizionale Irpef per i redditi altissimi, una misura che permetterebbe finalmente di investire in welfare e sanità. Attendiamo i prossimi tre giorni per vedere se nella fase conclusiva della discussione potranno essere accolte almeno alcune delle nostre istanze su cui continueremo a insistere anche per il prossimo bilancio”.
“Per il bilancio regionale la Regione avrebbe dovuto utilizzare la propria autonomia fiscale per sostenere i servizi – continua Basso – dimostrando maggiore coerenza nell’individuazione delle priorità e degli interventi da finanziare. Serviva maggiore coerenza anche rispetto alle dichiarazioni espresse in campagna elettorale e all’insediamento della nuova Giunta, quando si parlava di forte attenzione alla tutela della salute, all’inclusione sociale e allo sviluppo sostenibile, di impegno ad affrontare con politiche mirate la sfida demografica, sociale e ambientale e a perseguire una società inclusiva con al centro la persona. Tutte promesse che con questo Bilancio regionale non saranno tradotte in azioni concrete”.
“Il nostro governatore Stefani – aggiunge Biancardi – ha fatto una campagna elettorale impostata sulle fasce più fragili della popolazione, anziani e giovani, ma non vediamo un cambio di passo. Per quanto riguarda gli anziani la questione non autosufficienza resta aperta: abbiamo problemi legati sia alla residenzialità sia alla domiciliarità. Servono servizi di prossimità, una riforma delle Ipab, che aspettiamo da oltre 25 anni, e una legge regionale per i caregiver. Tante famiglie si impoveriscono per accudire i propri cari a casa, tante donne soprattutto rinunciano al lavoro o comunque riducono il proprio orario. Donne destinate a essere pensionate povere. Attendiamo risposte anche sull’invecchiamento attivo. Pensionati e pensionate non sono cittadini di serie B, ma hanno la propria dignità e ricoprono un ruolo importante per la nostra società: non solo sono la nostra storia, ma spesso sostituiscono il welfare pubblico che non c’è. La Regione deve trovare risorse fresche e metterle in bilancio per iniziare a invertire una rotta pericolosa“.