Il tempo è memoria, la memoria è nel tempo

Mostra fotografica per ricordare gli orrori della shoah, a settant’anni dalla chiusura del campo di concentramento di Auschwitz. Padova, Palazzo Moroni, dal 23 gennaio al 15 marzo.

Scarica QUI il pieghevole di presentazione della Mostra.

Invito_FotoMostraMemoria_Padova_WEBIl tempo serve a sedimentare la memoria e la memoria si costruisce nel tempo: ciò che è stato deve rimanere impresso nella nostra memoria e la memoria di oggi deve servire a porre le basi per il nostro tempo futuro. Guardare al passato come strumento d’analisi del presente e di costruzione del futuro è stato il filo conduttore dei viaggi effettuati dal fotografo in luoghi chiave per questa analisi. Mai come visitare i campi di concentramento nazisti porta a questa riflessione profonda. Gli scatti tracciano le tappe fondamentali che vivevano i deportati al loro arrivo in questi luoghi di morte, l’analisi vuole andare oltre alla suddivisione per campo ponendo l’attenzione sul percorso delle vite umane: si vuole prescindere dalla provenienza dei prigionieri, dal motivo per cui erano lì, dal campo a cui erano destinati, ma si vuole evidenziare quello che loro si trovavano ad affrontare nel loro terrificante viaggio. La scelta del bianco e nero nelle fotografie vuole evidenziare ancor più l’angoscia dei deportati.

I binari sono la prima tappa, la maggior parte dei deportati arrivava al campo attraverso un estenuante viaggio in treno. Le entrate sono le porte dell’inferno che li aspettava, alcune portano scritte che fungono da terribile monito, mentre altre si nascondono dietro alla facciata di una bella villa, tristemente convertita. I luoghi esterni dei campi, a volte davvero sterminati, sono riempiti da baracche, circondati da fili spinati. Nell’attraversarli oggi ci si ritrova ancora in luoghi rimasti quasi invariati o a volte in luoghi di riflessione, dove dell’epoca è rimasto il solo perimetro, ma l’interno è comunque atroce, grazie ad installazioni in grado di colpire l’animo.

Gli interni delle baracche testimoniano la vita e la morte nel campo, ancor oggi si possono vedere gli oggetti espropriati o le scritte lasciate dai prigionieri, segni evidenti di vita. Ma ci si trova davanti anche a camere a gas, a forni crematori, ad improbabili dormitori, a forche, segni innegabili del destino dei più. La volontà di onorare i morti si ritrova in tutti i monumenti incontrati nel viaggio, in modo diverso ogni paese ha voluto commemorare il sacrificio enorme sia in termini di numeri, che in termini di violenza. I monumenti in un certo modo riportano allo stesso desiderio del fotografo di non voler dimenticare queste atrocità.

Negli ultimi sei anni il fotografo padovano Gianluca Saggin ha visitato tredici campi di concentramento in Polonia, Austria, Germania, Francia, Italia e Croazia realizzando una serie di fotografie documentarie con lo scopo di mantenere viva la memoria di quanto accaduto durante uno dei periodi più tragici della storia del novecento. La mostra presenta il percorso delle persone deportate nei campi sin dal loro arrivo: treni/binari; entrate; esterni; interni; monumenti alla memoria.

Il titolo evidenzia quanto il tempo serva a sedimentare la memoria e quanto la memoria si costruisca nel tempo: ciò che e stato deve rimanere nella nostra memoria e la memoria di oggi deve servire a porre le basi per il nostro tempo futuro.

IL TEMPO È MEMORIA, LA MEMORIA È NEL TEMPO

Riflessioni fotografiche di Gianluca Saggin a settant’anni dall’orrore di Auschwitz

23 gennaio – 15 febbraio 2015 – Padova Scuderie di Palazzo Moroni, Via del Municipio 1

Ingresso libero – Orario 9.30 -12.30 /15 – 18 Chiuso lunedì non festivi

GianLuca Saggin, fotografo padovano, dopo aver svolto un corso con il maestro Franco Danesin, ha approfondito la passione della fotografia con gli amici del Fotoclub Padova e di Tauriliarte (Torreglia) con i quali ha iniziato una collaborazione artistica che ha prodotto numerose realizzazioni espositive. Le ultime esperienze sono state nel 2014, nell’aprile con l’esposizione collettiva al San Gaetaneo con il Fotoclub Padova per Padova Photo-Graphia, a maggio con una personale dal titolo “ Archi Wine” al ristorante Corte dei Leoni di Padova.