I pensionati del Veneto incontrano i candidati governatori: applicare subito la legge sulla non autosufficienza e il Pssr

 

Con Jacopo Berti del Movimento 5 Stelle sono cominciati gli incontri dei sindacati regionali dei pensionati con i candidati alla presidenza del Veneto per discutere, fra i temi cari agli anziani, soprattutto di assistenza socio-sanitaria. Una realtà che in Veneto vede norme sulla carta molto positive e avanzate (cfr. legge 30/2009 sulla non autosufficienza e Piano socio-sanitario regionale 2012-2016) ma non applicate.

Il quadro demografico

Gli over 65 in Veneto sono un quinto della popolazione veneta, i pensionati (quasi 1,3 milioni) un quarto e di essi il 68% percepisce una pensione inferiore a 1.500 euro lordi al mese. Ci sono, infine, circa 135mila anziani non autosufficienti. «È necessario quindi ragionare da ora su una società che in futuro sarà diversa da quella che conosciamo oggi, perché non solo vivrà più a lungo, ma convivrà anche più a lungo con malattie croniche e con meno denaro a disposizione», affermano i segretari generali Rita Turati (Spi Cgil), Adolfo Berti (Fnp Cisl) e Walter Sperotto (Uilp Uil).

PIC_0042Jacopo Berti del M5S si è dimostrato sensibile al tema. Senza entrare nel dettaglio dell’applicazione della legge 30 e del Pssr, si è concentrato sul problema delle risorse economiche: «La direzione politica deve essere quella della riduzione dell’apparato e dei costi per non tagliare posti letto. La sanità è un servizio, non una fonte di reddito come è stato in questi ultimi anni. Pensiamo al project financing, che è un modo per creare nel pubblico una fonte di reddito per il privato». Su come ha intenzione di gestire la “macchina”, Berti aggiunge: «Non fermiamoci di fronte alla burocrazia: anche quando non ci sono leggi, sedendosi attorno a un tavolo si può trovare una soluzione». Come l’idea di scegliere “in concertazione” i direttori generali, ora scelti per nomina diretta del presidente della Regione: «Siccome non posso fare un concorso, posso però creare delle commissioni che valutino i curriculum, sentire i dipendenti delle Ulss e come governatore ratificare la loro decisione».

PIC_0037Durante l’incontro sono stati affrontati anche i temi del riordino istituzionale (l’aggregazione dei Comuni, il problema della corruzione e dell’accoglienza dei migranti.

Gli interventi dei segretari generali dei sindacati dei pensionati.

Rita Turati – segr. gen. Spi Cgil

Anche se il Movimento 5 stelle è un movimento che guarda un po’ più ai giovani e meno agli anziani l’impressione è stata quantomeno di attenzione alle nostre esigenze. Ho apprezzato due cose: quando ci ha detto che si impegnerà già dal primo giugno a mantenere un rapporto con le organizzazione sindacali, con le parti sociali, a prescindere da come andranno le elezioni. Un elemento importantissimo, perché il tema della partecipazione per noi è centrale. La seconda cosa è l’attenzione alla persona e al territorio, temi su cui fondiamo la nostra piattaforma a livello regionale.

Walter Sperotto – segr. gen. Uilpensionati

Con il candidato M5S ci siamo trovati d’accordo sul fatto che in Veneto c’è una normativa generosa, che però viene largamente disattesa nella sua applicazione. Sul come renderla efficace ci sono tutte le articolazioni, che nel merito hanno bisogno di essere approfondite. Potessimo chiedere una sola cosa vorremmo che si tenesse in considerazione il fatto che gli anziani stanno crescendo di numero e di importanza, anche per il bisogno di welfare. Vorremmo da chi governerà il Veneto particolare attenzione per questa fascia di popolazione, perché il processo di impoverimento che sta colpendo le famiglie colpisce in modo particolare soprattutto i più deboli

Adolfo Berti – segr. gen. Fnp Cisl

Il problema degli anziani è un problema che i politici tutti devono affrontare come priorità, non c’è alternativa. Gli anziani ultra 65enni nel Veneto sono ormai un quinto abbondante della popolazione e sono grosso modo un terzo degli elettori. Il problema vero che noi poniamo è sui bisogni degli anziani, sempre più evidenti e che con l’invecchiamento diventano sempre più urgenti da affrontare. La non-autosufficienza in Veneto interessa 200mila veneti, la maggior parte anziani, e quindi 200mila persone con le loro famiglie che sono in difficoltà. Questo è il problema di fondo: o lo affrontano o in qualche maniera i veneti inevitabilmente reagiranno.