Con la Forza del Sole – Il “Diario” dei primi volontari

I pensionati dello Spi Veneto impegnati come volontari nei campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia. Pubblichiamo il diario dell’esperienza maturata dai 5 volontari della Lega Lemene (Portogruaro – Venezia). I pensionati dello SPI, fino a fine agosto, affiancheranno centinaia di giovani per testimoniare concretamente il riscatto e l’impegno di tutti contro ogni forma di criminalità organizzata.

Caserta-CampiLegalita_2013Sono una cinquantina i pensionati del sindacato Spi Cgil del Veneto impegnati come volontari nel progetto “Campi Antimafia 2013”, promosso in tutta Italia nei terreni e proprietà confiscati alla criminalità organizzata. Il progetto più impegnativo, per i pensionati Veneti, è quello che li affianca a centinaia di giovani nel campo di Santa Maria la Fossa e Parete, in provincia di Caserta, in sei turni di una settimana ciascuno di lavoro.

“Attraverso attività di formazione e lavoro – spiega Danilo Toccane, coordinatore del progetto per lo Spi Veneto – sperimenteremo l’utilizzo del lavoro manuale e agricolo quale veicolo alternativo per avvicinare i giovani, e non solo, alle tematiche dell’antimafia e della legalità democratica”.

“Il documento che presentiamo – spiega Angiola Tiboni, segretaria dello SPI metropolitano di Venezia – è senza dubbio interessante e vivace, e bene rappresenta il lavoro, il clima e l’impegno delle nostre compagne e compagni sul tema della legalità. Leggendolo non si può che respirare questo clima di solidarietà e di amicizia che ha animato questa esperienza. Siamo grati alla Lega del Lemene per la loro presenza in quel campo e per aver così rappresentato al meglio l’intero Sindacato SPI della provincia di Venezia. Un saluto e un ringraziamento particolare al segretario Pietro Anese (capo delegazione) e alle 4 splendide donne che hanno animato questa spedizione: Alida Bragatto, Luigina Pauletto, Loretta Piasentin, Rosanna Stefani”.

Leggi QUI (in formato stampabile pdf)  il diario dei volontari.

L’attività presso i campi del casertano proseguirà fino alla fine di agosto, con l’obiettivo di recuperare un autentico patrimonio economico e ambientale. Spesso infatti la confisca di beni e terreni alla mafia e a tutte le forme di criminalità organizzata si trasforma in un dramma per la comunità, con centinaia di famiglie in grande difficoltà per la perdita del lavoro. Una circostanza che porta alla convinzione, sbagliata, che con la mafia si lavora, con lo Stato no. Da qualche anno a questa parte, però, anche se con difficoltà, si sta assistendo ad una inversione di tendenza, grazie all’assegnazione dei beni sequestrati a gruppi di lavoro, ad istituzioni pubbliche o associazioni private che, in attesa della definitiva confisca e conseguente destinazione, intervengono per mantenere vivi i terreni,  attive le fabbriche e le attività artigianali.

CampiLegalita_Venezia-Caserta-WEB“I beni che vengono assegnati – prosegue Toccane – sono ancora pochi e l’assegnazione avviene spesso dopo molto tempo dall’effettivo sequestro, procurando grave danno sia alle potenziali colture sia al mantenimento, per le attività artigianali e industriali, di una operativa presenza sul territorio e sui mercati”. Non è raro, infatti, assistere anche al fallimento non solo delle attività sequestrate, ma anche delle cooperative di lavoratori cui l’attività stessa viene assegnata.

“C’è la necessità di un sostegno concreto – insiste il referente SPI Cgil – per dare respiro e speranza a chi, dopo aver perso il lavoro si rende disponibile per non far morire terreni e aziende. Per questo il sindacato dei pensionati è impegnato in questo progetto, per chiedere un intervento forte dello Stato e delle istituzioni a tutela di beni che, se coltivati e ben amministrati, una volta confiscati diventano una risorsa preziosissima per tutti”.

Ai campi di lavoro di Caserta, si affiancheranno anche il progetto di recupero dei beni confiscati alla Mafia del Brenta, con “Il Giardino della Legalità” allestito a Campolongo Maggiore nelle ex villa di Felicetto Maniero dal 2 al 9 settembre, e quello di Isola della Scala, nel Veronese, con i boy Scout di Erbè impegnati nella gestione di una struttura composta da un fabbricato con 40 posti letto e il terreno adiacente di circa 2 ettari, recentemente piantumato con 150 piante.

Nelle foto: (in alto) uno dei gruppi di lavoro a Parete (in provincia di Caserta) dove anziani e giovani provenienti da molte zone d’Italia si sono trovati insieme, a condividere le loro esperienze nel campo antimafia confiscato al boss della camorra Schiavone; (in basso) la delegazione veneziana in visita a Castel Volturno ad una villa sequestrata alla camorra, assegnata ad una cooperativa sociale di sartoria africana.