Al via i campi della legalità a Campolongo Maggiore

Tornano i campi antimafia in provincia di Venezia. Anche quest’anno lo SPI CGIL Regionale e Provinciale, con ARCI e AUSER Veneto, organizzano infatti a Campolongo Maggiore il Laboratorio “Il giardino della Legalità“, nei beni confiscati all’ex boss della Mafia del Brenta, Felice Maniero. Quella del 2018 è la sesta edizione: come ogni anno, oltre al puro lavoro, declinato in più attività, il programma prevede molti incontri con esperti del fenomeno mafioso come giornalisti, formatori, esponenti di associazioni e della politica. Il 7 settembre sarà presente anche il sgeretario della Spi Cgil nazionale Ivan Pedretti

Settantacinque ragazzi, dai 16 ai 19 anni, si alterneranno nei campi antimafia che si svolgeranno dal 27 agosto al 2 settembre e dal 2 al 9 settembre. Una parte di questi già nel mese di luglio, dal 21 al 27 luglio, ha partecipato alla prima settimana. Sono tantissime le attività che si possono svolgere durante i campi: dedicarsi alla manutenzione del bene confiscato alla mafia, conoscere, formarsi, ma anche dipingere, cucinare.

Determinante per la riuscita del campo è l’apporto dei volontari dello SPI e dell’AUSER, che, oltre a contribuire alla riuscita organizzativa dell’intervento, permettono ai giovani di relazionarsi con persone più anziane, in un incontro tra generazioni diverse per condividere esperienze, storie, passioni.

Lo SPI di Venezia e lo SPI Regionale hanno intrecciato da alcuni anni stretti rapporti con le scuole del territorio, proponendo l’inserimento nei programmi scolastici della “Educazione alla Legalità”. Il progetto prevede di tenere nelle scuole alcuni incontri formativi su tematiche quali: il bullismo, gli stili di vita responsabili, storia e memoria, Costituzione e cittadinanza attiva, ambiente e consumo sostenibile, tutele e diritti del lavoro, riconoscere le differenze e rimuovere le disuguaglianze.

Per tutta l’estate – commenta Danilo Toccane della segreteria regionale dello Spile nostre pensionate e i nostri pensionati si sono dedicati con impegno al volontariato nei campi antimafia, in Veneto e in Italia: per loro il confronto con i ragazzi è molto stimolante e costruttivo così come l’incontro con le personalità che della lotta alla mafia hanno fatto un principio guida nelle proprie vite. Credo che pure per i giovani sia un momento molto importante, perché hanno la possibilità di vivere un’esperienza lavorativa agricola nei terreni sottratti alle mafie e di ascoltare le narrazioni e le voci degli anziani che con le loro testimonianze hanno di sicuro molto da insegnare”.

Quest’anno lo SPI CGIL di Venezia, oltre a queste attività formative, ha deciso di istituire delle borse di studio per far partecipare ai Campi 15 ragazzi, provenienti dal Liceo XXV Aprile di Portogruaro, dal Liceo G. Galilei di Dolo, dal Liceo Majorana-Corner di Mirano, all’interno dei percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro.

Siamo molto soddisfatti – spiega Moreno Raccanello, responsabile del dipartimento legalità dello Spi Metropolitano di Veneziadi riproporre per il sesto anno una iniziativa che da sempre vede la partecipazione entusiastica delle pensionate e dei pensionati dello Spi che con slancio, altruismo e spirito di condivisione incontrano i giovani e gli studenti in un progetto di altissimo profilo culturale. È un programma molto intenso quello che coinvolge e unisce generazioni”.

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