Accoglienza dei profughi Afghani: lo Spi del Veneto pronto a collaborare con i Sindaci

L’intervento del Sindacato dei pensionati della Cgil del Veneto

Venezia, 26 agosto 2021– «Arriveranno a migliaia. Di questo dobbiamo farcene una ragione. I più fortunati sono già arrivati, altri giungeranno con i voli organizzati di evacuazione, ma molti altri ancora arriveranno per le rotte classiche, quella balcanica soprattutto, ma anche dal mare.

Non possiamo essere impreparati. Si sta muovendo la politica, in Europa con qualche difficoltà, nel nostro paese ancora con troppa timidezza.  Ma soprattutto è necessaria una politica dell’accoglienza a livello dei Comuni. Abbiamo apprezzato le riflessioni e l’impegno del prefetto Zappalorto nell’esortare le amministrazioni comunali ad attivare il sistema SAI, cioè il vecchio SPRAR. È il sistema che più garantisce l’integrazione, più consono ai nuclei familiari. Le famiglie devono stare unite, i bambini frequentare le nostre scuole. Quindi molto volentieri ci associamo a queste sollecitazioni e lo faremo anche noi direttamente con le varie Amministrazioni che incontreremo nei nostri consueti incontri di contrattazione sociale. Ora da Zaia ci aspettiamo un chiarimento sulla sua posizione alquanto ambigua: non si possono anteporre gli interessi economici legati alle presenze turistiche all’accoglienza e al rispetto dei diritti umani  Questo però non ci deve far dimenticare anche tutti gli altri profughi. Non ci possono essere profughi di serie A e profughi di serie B. Le prefetture stanno facendo i bandi per l’assegnazione alle cooperative della gestione proprio dell’accoglienza, nella provincia di Padova per es. sono in ballo 44 milioni di euro per 1200 migranti da ospitare.

C’è stata un’apertura anche di Assindustria Veneto centro con la dichiarazione del suo presidente Leopoldo Destro in cui sottolinea che “non si può rimanere indifferenti rispetto ai profili umanitari che la vicenda afghana sta assumendo”.

Allora ognuno per davvero deve fare la sua parte, per i profughi afghani e per tutti i profughi che sono costretti a scappare di fronte a guerre, cataclismi, miseria. Siamo la parte più ricca del mondo, non possiamo restare indifferenti e questa può essere l’occasione per rivedere le politiche messe in campo e per capire che non saremo invasi, ma che un po’ di posto certo lo dobbiamo mettere a disposizione senza rimetterci».

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