A Padova si impennano le pensioni di anzianità. Nel 2015 sono 1526 in più rispetto al 2014 (+82%)

tabelle Pensioni liquidate PADOVA INPSErano rimasti “ingabbiati” negli intricati meandri della legge Fornero, costretti a rinviare per anni il sospirato approdo alla pensione. Nell’arco del 2015, però, hanno finalmente maturato i requisiti per uscire dal mondo del lavoro, facendo crescere dell’82% il numero di pensioni di anzianità. È così che molti anziani padovani nel 2015 hanno raggiunto l’agognato riposo, regalando alle statistiche numeri da record.

Infatti, nel 2015 le nuove pensioni liquidate sono circa 1723 in più dell’anno precedente e, all’interno di questa cifra, il numero di assegni di anzianità è cresciuto dell’82%, passando a 3.386 pensioni erogate, contro le 1.860 dell’anno precedente.

Il consueto bilancio sociale dell’Inps, insomma, racconta anche per la provincia di Padova un boom senza precedenti. E il motivo è presto spiegato.

Per scoraggiare l’accesso alla pensione anticipata ai lavoratori che non avevano compiuto i 62 anni di età – spiega Rita Turati, segretaria generale dello SPI CGIL del Venetola riforma Fornero del 2011 aveva introdotto un sistema di disincentivi che colpivano l’importo della pensione. La penalizzazione consisteva nel taglio dell’assegno pensionistico per ciascun anno di anticipo rispetto al 62° anno di età, con una riduzione pari all’1% per ciascuno degli ultimi due anni che mancavano ai 62 e del 2% per ciascuno degli anni che mancavano per il compimento del 60° anno. La legge di stabilità dell’1 gennaio 2015 ha congelato, anche sulla base della forte pressione dei sindacati, l’applicazione della riduzione“.

Altro motivo del boom, come ricorda ancora Turati, è legato all’opzione donna “i cui requisiti dovevano maturare entro il 31 dicembre 2015“.

Rosanna Bettella_Coordinamento Donne SPI“Ci auguriamo che il tavolo aperto tra Governo e Cgil Cisl e Uil su Pensioni e Fisco, porti a un risultato positivo in fatto di uscita dal mondo del lavoro, – commenta Rosanna Bettella, segretaria generale dello SPI CGIL di Padova –  nel senso che si ritorni a parlare di flessibilità per la pensione di vecchiaia, che si permetta ai lavoratori ma soprattutto alle lavoratrici, di poter scegliere di uscire prima dei 67 anni. Non è l’APE la soluzione giusta, non vogliamo prestiti, ma la possibilità di scegliere. Questa è la strada per dare una qualche speranza in più ai nostri giovani”

Come detto, nel 2015 l’Inps ha liquidato nel Padovano 9.033 pensioni contro le 7.310 dell’anno prima (+23.6%). In pratica, sul totale delle pensioni erogate, quelle di anzianità rappresentavano nel 2014 il 25,4% del totale, nel 2015 la percentuale è salita di 12 punti, arrivando a quota 37,5%. La seconda tipologia di assegno previdenziale a livello numerico è relativa alla reversibilità, che, lo ricordiamo, riguarda per lo più donne.  A livello di categorie, invece, le pensioni liquidate riguardano per lo più lavoratori dipendenti cui spetta il 46,9% delle posizioni previdenziali accolte nel 2015, con un aumento del 29,7% in confronto al 2014. Poi, a seguire, troviamo gli artigiani (1.456 pensioni liquidate  lo scorso anno, contro le 1.089 dell’anno prima, con un incremento del 33,7%) e  i commercianti (1.070 contro 871, con un più 22.8% sull’anno prima).