L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha pubblicato i dati relativi alle performance delle aziende sanitarie italiane. La rilevazione fa riferimento al 2023. Tra le 27 aziende che servono territori di almeno 700 mila abitanti l’Ulss 9 si posiziona nella parte centrale del cluster un po’ in tutte le aree oggetto di valutazione. In particolare, viene ritenuto “alto” il livello delle performance nell’area della Prevenzione e della Assistenza ospedaliera; “molto alta” la Sostenibilità economico-patrimoniale, mentre soffre nelle aree Assistenza distrettuale e Investimenti, dove il giudizio sintetico delle performance non va oltre al “medio”.
Nel confronto con le altre aziende sanitarie venete, la Scaligera è fanalino di coda davanti soltanto all’Ulss 5 Polesana e all’Ulss 4 Veneto Orientale.
Andando a spulciare le sotto categorie che fondano il giudizio sintetico, l’Ulss 9 mostra performance nella media o più basse della media nello Screening della cervice; nelle Ospedalizzazioni evitabili, con particolare riguardo a quelle degli over 75 enni; nella Presa in carico sul territorio; nella Dotazione di servizi territoriali, Degenza media in Medicina generale o Geriatria, Rinnovo tecnologico.
Il numero medio di assistiti per medico di medicina generale dell’Ulss Scaligera è pari a 1.523, dato in crescita e tra i più alti del gruppo. Bassissimo il numero di posti letto in hospice: 3,34 ogni 100 mila abitanti. Ancora bassa, anche se in crescita, la percentuale degli over 65enni assistiti a domicilio: 7,38% rispetto all’obiettivo del 10%. Buono il numero di assistiti over 75enni in trattamento sanitario residenziale o semi-residenziale (89,79 ogni mille anziani) mentre molto negativa la percentuale di accessi impropri degli over 75enni nei pronto soccorsi: quasi il 30%, in crescita rispetto agli precedenti. Male anche il tasso di ospedalizzazione per complicanze che affliggono i diabetici: l’Ulss 9 è seconda del gruppo con un tasso dello 0,59.
Tra gli indicatori che descrivono l’assistenza ospedaliera si evidenzia una criticità nel numero medio di giornate di degenza per ricoverati in reparti di Medicina interna e Geriatria: 12,71 giornate in media, uno dei valori più alti del gruppo.