Situazione drammatica, questa è solo la punta dell’iceberg. Nel nostro territorio tre anziane su quattro vivono con meno di 750 euro lordi al mese

Alessandro Chiavelli, segretario generale dello Spi Cgil di Padova, commenta così la notizia del furto al supermercato da parte di una 75enne di Ponte di Brenta. “Serve un intervento da parte della politica, noi continuiamo con le nostre campagne e le nostre iniziative a favore di pensionate e pensionati”

“La storia dell’anziana padovana che ha rubato al supermercato è solo la punta dell’iceberg di una situazione economica drammatica per molti pensionati, una situazione ampiamente sottovalutata dalla politica e da tante persone convinte che proprio i pensionati siano una classe privilegiata. Nulla di più falso, come dimostra questa tristissima vicenda”. Alessandro Chiavelli, segretario provinciale dello Spi Cgil di Padova, commenta così la notizia che vede protagonista una 75enne di Ponte di Brenta, rea di aver rubato al supermercato alcuni generi alimentari. “Purtroppo anche tanti anziani padovani sono costretti a vivere con assegni previdenziali da fame – continua Chiavelli – e la situazione è destinata a peggiorare dato che la popolazione invecchia sempre più”.

Per inquadrare il problema in tutta la sua gravità, ecco alcuni dati relativi alla provincia di Padova. L’importo medio della pensione nel territorio patavino è di 925,73 euro lordi mensili (meno di 800 euro netti) ma quello delle donne scende a 661,05 euro.

In generale tre anziane padovane su quattro portano a casa 750 euro lordi mensili. Molte le differenze anche fra Comune e Comune. Gli assegni più bassi arrivano ai pensionati di Barbona con una media di 703 euro lordi mensili. In più la popolazione in provincia è sempre più anziana tanto che gli over 65 rappresentano il 22,2% dei residenti (207.869 anziani, secondo l’ultimo censimento, di cui 63.262 ultraottantenni). Non solo. Secondo una indagine dello Spi Cgil regionale, ogni cinque ultrasessantacinquenni, due sono soli, soprattutto perché vedovi, ma anche celibi o divorziati. “Di fronte a questo quadro preoccupante, è necessario un intervento della politica – continua Chiavelli – Da parte nostra sono anni che lavoriamo per dare legittimi riconoscimenti a pensionati e pensionate che vivono in condizioni economiche difficili e non riescono ad arrivare alla fine del mese. Attraverso la campagna sui diritti inespressi abbiamo recuperato centinaia di migliaia di euro sugli assegni previdenziali.”