Diritti in campo: a Erbè studenti e pensionati promuovono la cultura della legalità

biciclettaParlare di legalità e di criminalità organizzata all’interno di un terreno confiscato a un noto spacciatore affiliato alla ‘ndrangheta. Cucinare, discutere, approfondire, incontrarsi, ridere, svagarsi. Questo e molto altro ancora è stato “Diritti in campo”, il primo laboratorio formativo di legalità e giustizia, svoltosi a Erbè dal 2 al 9 luglio e organizzato da Arci, Spi Sindacato Pensionati Italiani e Rete degli Studenti Medi Veneto. Un’esperienza unica e dall’alto significato culturale, che ruota attorno al concetto di confronto intergenerazionale e che ha visto riuniti in un unico progetto una decina di studenti delle scuole superiori e dell’Università, i pensionati dello Spi e i responsabile dell’Arci. Relatori, coordinatori, cuochi e campisti hanno contribuito a rendere questa esperienza unica ed indimenticabile, lasciando in ciascuno la voglia di tornare l’anno prossimo, come testimoniano gli stessi partecipanti nei loro “diari dai campi antimafia”.
13613315_1742241096038942_8841612313357486521_oAnche quest’anno – sottolinea Giuseppe Di Girolamo, segretario generale dello Spi di Veronaè iniziata l’avventura nel campo di Erbè. Si tratta di un’occasione in cui i ragazzi hanno vissuto un’esperienza formativa molto importante. Per noi invece rappresenta un’occasione per allacciare ancora più saldamente il rapporto coi giovani e per comprendere al meglio i loro problemi, le preoccupazioni sul futuro e i loro desideri. Si tratta di un’opportunità per confrontarsi sul tema della legalità e trasmettere i nostri valori. Alla fine del primo campo – continua Di Girolamo – questi 11 ragazzi, tra i 17 e i 18 anni, sono cambiati: vedono che la lotta alla mafia si può intraprendere ogni giorno con piccoli gesti che guidano lungo la strada della legalità. La lotta all’illegalità è e deve essere un impegno quotidiano e culturale”.

Sabato 16 luglio inizierà la seconda esperienza: questa volta il campo è organizzato da Libera con il supporto degli scout e si tratta proprio di un campo di lavoro. 31 ragazzi provenienti dalla provincia di Milano avranno la possibilità di lavorare nei campi e di assistere a momenti di formazione e di svago assieme ai nostri pensionati, Imeria Cipriani, Maria Assunta Braioni, Giuseppe Bianchi, Ivo Maini, Giuseppe Bresaola, Enzo De Grandis, Bruni Gino, Vicentini Gianna, Concato Luciana e tanti altri.
Il terzo campo inizierà il prossimo 13 agosto e vedrà la partecipazione di ragazzi maggiorenni provenienti da tutta Italia.
13626475_1742784379317947_1545394966839833550_n a cena tutti assieme formazione di gruppo inizio campoTre campi e tre esperienze differenti tra loro – conclude il segretario dello Spi veronesema unite dalla comune esigenza di una “rivoluzione culturale” che rafforzi in ognuno di noi, pensionati e giovani, il senso della legalità ed il richiamo al rispetto nelle relazioni interpersonali e la necessità di far sentire, tutti insieme, la nostra voce contro quella “cultura mafiosa” che non solo alimenta fenomeni illeciti capaci di corrompere le strutture dello Stato e la sua stessa economia, ma anche di annientare, con la sua cultura, la stessa dignità e volontà dell’essere umano”.