VERONA. Vaccino anti-Covid: la terza dose dal medico di famiglia?

Esclusi quasi ovunque dalle banche dati regionali e lasciati spesso e volentieri a secco di dosi, il ruolo dei medici di famiglia in questa fase della campagna vaccinale è a dir poco defilato per non dire bistrattato. Eppure, nel momento in cui si deciderà di guardare oltre all’apparato emergenziale, agli hub vaccinali di massa, tanto disagevoli da raggiungere, alle conferenze stampa quotidiane e ai commissari straordinari, il pallino delle vaccinazioni dovrà passare proprio a loro, i medici di base, gli unici in grado di recuperare i 472 mila ottantenni e il milione e 200 mila settantenni che a livello nazionale non hanno mai prenotato l’appuntamento per il vaccino anti Covid e che hanno snobbato anche tutti gli appelli e le lettere dei Sindaci.

Che questo giorno sia ancora piuttosto lontano appare chiaro dalle frizioni che quasi quotidianamente si registrano tra Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale, le Ulss e le Regioni. Per restare nel veronese, malgrado l’adesione dei medici di base alla campagna vaccinale anti Covid conti 500 medici su un totale 560, metà dei quali organizzati in 27 centri vaccinali organizzati con la collaborazione di ben 57 Comuni, troppo spesso i medici di famiglia non ricevono le dosi di vaccino concordate. Le mancate consegne hanno riguardato Cerea, la Valpolicella e altri luoghi del veronese. Di conseguenza, anche da noi la Fimmg è arrivata a brandire la minaccia di sospendere le somministrazioni a domicilio.

Al 6 giugno 2021 la percentuale di popolazione vaccinata con almeno una dose è del 63,2% a livello nazionale e del 62,3% al livello regionale Veneto. Chi ha completato il ciclo vaccinale rappresenta il 21,6% a livello nazionale e il 19,68% a livello ragionale.

L’82,9% degli ultra 80enni italiani ha ricevuto entrambi le dosi (o la dose unica), ma tra i 70enni la percentuale si dimezza (37,16%). Ed è il 30% tra gli ultra 60enni. In linea con questo trend i dati veneti.

Appare assodato che i medici di famiglia sarebbero in grado da soli di garantire le 10 mila dosi giornaliere che servono a Verona per rispettare la tabella di marcia fissata dal Commissario Figliuolo. Del resto a livello nazionale nel giro di qualche mese ogni anno vaccinano 12-13 milioni di cittadini per l’antinfluenzale. Ma il vero valore aggiunto della entrata in campo dei medici di base sta nella vicinanza alle categorie più fragili degli anziani in particolare i portatori di cronicità multiple.

La terza dose, che i molteplici intoppi della campagna vaccinale contro il Covid sembrano rendere ormai inevitabile, verrà dunque somministrata nei loro studi?

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