Veneto sempre più anziano, gli ultraottantenni sono quasi 350 mila. Bressan (Spi Cgil Veneto): “serve un nuovo welfare. Recuperiamo risorse con la lotta all’evasione”

Sono state le “prime” vittime del Coronavirus ma al di là delle loro fragilità continuano a rappresentare una risorsa per tutti, figli e nipoti in testa. Gli ultraottantenni nella nostra regione sono sempre più numerosi ed è per questo che la politica, sia locale che nazionale, deve mettere in campo tutte le iniziative necessarie per tutelarli e assisterli. Secondo gli ultimi dati diffusi in questi giorni dall’Istat ed elaborati dallo Sindacato dei pensionati (Spi) Cgil regionale, nel Veneto gli anziani over 80 sfiorano ormai quota 350 mila. Un vero e proprio esercito, composto per il 64% da donne, che fotografa la realtà di un territorio in cui la popolazione invecchia sempre più mentre crollano le nascite e, in generale, cala il numero di abitanti.

Il trend conferma una realtà fatta di luci e di ombre ma che necessita di iniziative adeguate e mirate. «Ormai non si può più ignorare questa situazione – commenta Renato Bressan, della segreteria regionale dello Spi Cgil del Veneto -. La pandemia ci ha dimostrato chiaramente che non abbiamo ancora preso coscienza di quanto siano cambiati i tempi, con una inversione demografica che non può più essere ignorata. Agli inizi degli anni 90 abbiamo assistito ad una marcatissima inversione dell’indice di invecchiamento. Ora tutto è cambiato anche nella nostra regione».

Tanto per intenderci, nel 1982, ultimo censimento prima dell’inversione demografica, nel Veneto si registravano 62 anziani (ultrasessantacinquenni) ogni 100 giovani (under 14 anni). Oggi abbiamo 168 anziani ogni 100 giovani. E gli ultraottantenni? Sono quadruplicati passando da 92 mila a 350 mila.

«Questo radicale cambiamento – continua Bressan – porta con sé la necessità di modificare le politiche di welfare a partire da quelle sociosanitarie e familiari.  Continuiamo a insistere sul fatto che serva una svolta vera, basata soprattutto sul recupero delle imposte non pagate, contando che in Italia abbiamo 211 miliardi di economia non osservata ai quali si aggiungono altri 11 miliardi di contributi previdenziali non versati. Servono insomma politiche sociali e sociosanitarie dedicate agli anziani perché possano trascorrere l’ultimo periodo della loro vita in serenità e servono politiche familiari e per i giovani per scolpire il prossimo futuro. Non è solo un problema di spopolamento, ne va di un modello di vita sociale che è arrivato al punto limite».  

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