Sindacato dei pensionati della Cgil del Veneto, il dibattito sulla legalità non si ferma e passa alla discussione on line.

Ventisette attivisti collegati tramite la piattaforma zoom: il nuovo modo di fare sindacato

In videoconferenza anche il dipartimento legalità dello Spi del Veneto, con ben 27 collegamenti dei propri attivisti e con due ospiti importanti, l’onorevole Nicola Pellicani, della Commissione Antimafia e Fabio Malaspina, segretario generale del Silp Cgil Veneto, sindacato dei lavoratori della polizia regionale.

Il tema era fare il punto, alla luce della drammatica vicenda che stiamo vivendo, sulla nostra attività e in particolare sui campi della legalità – ai quali  partecipano ogni anno i nostri volontari e le nostre volontarie – , sull’attività con le scuole ma, soprattutto, riflettere sull’attenzione massima che il Governo e lo Stato devono avere, data la grave situazione di crisi economica e sociale che comporterà tutto questo e rispetto alla possibilità di infiltrazioni criminali e mafiose in ogni campo. Perché la mafia è abilissima a adattarsi ad ogni cambiamento e un tessuto politico, economico e istituzionale che già, in condizioni normali, ha dimostrato tutta la sua permeabilità, sarà ancora più aperto alle infiltrazioni.

L’attenzione si è quindi spostata su Eraclea, il comune del veneziano, commissariato per l’arresto del suo sindaco, accusato di voto di scambio al centro del maxiprocesso – in corso con più di 60 indagati – contro il clan casalese capeggiato da Luciano Donadio. Dall’onorevole volevamo sapere le ragioni che hanno portato il ministero dell’Interno a non procedere allo scioglimento del Comune per infiltrazione mafiosa, nonostante sia il Prefetto di Venezia che la DIA si fossero espressi in tal senso.

L’onorevole Pellicani ha chiarito che ancora non è stato possibile accedere agli atti, a causa proprio dell’emergenza in corso, e che si augura sia possibile subito dopo Pasqua. Anche per lui è stata una sorpresa, gli è sembrata una interpretazione burocratica, poco attenta alla sostanza delle cose e in controtendenza rispetto poi agli organi territoriali. Una scelta che ha spiazzato l’opinione pubblica e che consegna agli imputati un appiglio difensivo.

Fabio Malaspina ha aggiunto che dal suo osservatorio si sente di affermare che il processo non subirà contraccolpi e che nessuno dei personaggi politici coinvolti potrà avere una chance per ricandidarsi, contando sul pudore che i partiti politici dovrebbero dimostrare in tutta questa vicenda. Ha poi messo in evidenza invece il ruolo delle forze dell’ordine in questo tragico momento, l’alto senso del dovere e lo spirito di abnegazione.

Ci si è soffermati poi sulla ripartenza, su cosa potrà succedere quando questa emergenza finirà e tutta la macchina produttiva si rimetterà in moto. Sarà una partita decisiva, ci vorrà un aiuto forte e decisivo dello Stato per impedire che la criminalità e la mafia agiscano indisturbate. Non possiamo permettere alleggerimenti normativi, e qui l’onorevole è stato chiaro, non si può smontare quello che ANAC – l’autorità nazionale anticorruzione – ha fatto in termini di appalti. Ci sarà inevitabilmente la necessità di apportare alcune modifiche al codice degli appalti, per sburocratizzare alcuni passaggi, ma non allentando le norme antimafia che vi sono previste.