Sanità pubblica unico argine al Coronavirus. Una lezione a chi vorrebbe privatizzare tutto

Mentre l’incubo del Coronavirus ha ormai preso il sopravvento in Veneto e in tutta Italia, emerge con forza una realtà inconfutabile: il ruolo fondamentale giocato in questa difficilissima partita dalla sanità pubblica e in generale dal Servizio sanitario nazionale. In un momento di emergenza che sta coinvolgendo tutto il Paese, è molto importante evidenziare con forza questo aspetto. Come sindacato dei pensionati abbiamo combattuto in Veneto tante battaglie per contrastare la visione privatistica della giunta Zaia che ha causato un conseguente indebolimento del sistema sanitario pubblico. In più abbiamo partecipato alle iniziative e alle campagne contro l’evasione fiscale, i cui danni, spesso sottovalutati dagli stessi cittadini, emergono con forza in questi momenti, dato che l’evasione sottrae tantissime risorse al sistema fondamentale dei servizi sociali e sanitari. Ricordiamo che la sanità non è gratis, è pubblica e finanziata con le tasse che paghiamo come cittadini. Chi evade danneggia quindi tutti noi.

Questo ovviamente non è il tempo delle polemiche (anche se qualcuno, in modo molto irresponsabile, sta dimostrando di tenere di più al proprio tornaconto politico che alla salute degli italiani) e infatti il nostro intervento ha solo lo scopo di focalizzare l’attenzione su ciò che accadrà dopo che questa emergenza sarà finalmente passata (e speriamo avvenga molto presto).

Il servizio sanitario nazionale si sta dimostrando l’unico vero argine in questa difficile partita anche nella nostra regione. Oggi ci si rende davvero conto di quanto importante sia avere una efficiente rete ospedaliera, i medici di base, i ricercatori e una strumentazione medica adeguata. E soprattutto, di quanti siano i vantaggi economici, per i cittadini, derivanti i dal sistema universalistico che assicura cure gratuite seppur fra mille difficoltà.

Noi, queste cose le sappiamo e le sosteniamo da tempo perché conosciamo la situazione di chi rappresentiamo, ovvero della parte più fragile della popolazione veneta. In questo momento le nostre principali preoccupazioni sono rivolte soprattutto ai circa 250 mila ultraottantenni veneti che vivono soli e agli oltre 80 mila over 80 non autosufficienti.

Ma ci preme anche lanciare subito un invito al presidente Luca Zaia e in generale a tutti coloro che hanno teorizzato e praticato in questi anni politiche privatistiche nell’ambito di una sanità sempre più regionalizzata. La sanità pubblica, che nell’ultimo decennio ha subito continui, inesorabili e drastici tagli, deve tornare ad essere finanziata in modo adeguato. Speriamo che anche in Veneto questa situazione sia da stimolo per politiche che prediligano il settore pubblico il quale, pur tartassato, mostra tutta la sua forza di fronte a una emergenza di tale portata.

Come Spi Cgil regionale, intanto, ringraziamo strutture ospedaliere, infermieri, medici che in questo delicatissimo frangente stanno compiendo sforzi sovraumani per contenere un’epidemia che è entrata all’improvviso nelle nostre vite, stravolgendole.
Il Sindacato pensionati della Cgil del Veneto