La segretaria generale della Cgil Veneto commenta i risultati dei referendum dell’8 e 9 giugno.
“Non è andata come speravamo, è inutile negarlo. Siamo delusi che il referendum non abbia superato il quorum perché non si trattava di un voto per una parte politica ma di un voto per contrastare un mercato del lavoro sempre più incerto e sfavorevole per le lavoratrici e i lavoratori di oggi e per quelli di domani.
Detto questo, in Veneto hanno votato più di 1.000.000 di persone.
Un numero che non è certo irrilevante, soprattutto se si pensa che i tesserati alla Cgil nel nostro territorio sono circa 400.000. È un risultato in termine di numeri assoluti che ci dà speranza, ottenuto grazie all’impegno straordinario della nostra base militante che è andata a parlare nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei mercati, casa per casa.
Un risultato ottenuto nonostante l’oscuramento dei grandi media nazionali, nonostante i continui inviti all’astensionismo di molte figure istituzionali, nonostante questa campagna abbia assunto negli ultimi giorni la connotazione di una resa dei conti politica mentre per noi è sempre stata una questione di riconquista di diritti sociali.
Ora guardiamo avanti e il nostro obiettivo è quello di non disperdere le energie impiegate in questa campagna e di rafforzare le reti di relazioni con i soggetti esterni a noi, ma soprattutto di continuare a lottare per una società più equa e giusta dove chi lavora per vivere sia in grado di arrivare a fine mese, di progettare il proprio futuro, di non morire sul luogo di lavoro“.