Le donne vivono più a lungo degli uomini ma sono anni di vita non in buona salute

mediIl convegno organizzato dal Coordinamento Donne  dello Spi Cgil  “il peso del lavoro sulla salute e possibili tutele in un ottica di genere” svoltosi a Belluno , ha messo in luce aspetti che fanno sperare in atteggiamenti di attenzione nei confronti delle donne. Nelle chiare esposizioni delle dottoresse Maria Teresa Riccio, Anna Casanova, Anita Pasqua di Bisceglie, Mara Carlin è emerso che nella medicina di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro alcune linee guida Europee  e normative fanno si che a donne e ad uomini siano garantite  misure di protezione e prevenzione  basate sulle caratteristiche  anatomiche e fisiologiche degli stessi.

Nella medicina generale, nella ricerca scientifica, nella sperimentazione farmacologica, nonché nella terapia e nella cura non è ancora diventato di routine  il considerare gli aspetti di genere.

Serve un impegno maggiore.

La medicina di genere deve essere declinata in tutti i suoi aspetti, devono essere attuati cammini differenti per il benessere e la salute femminile. I dati delle differenze sono molti (dal casellario ISTAT e riferiti al 2014 – aspetti della vita quotidiana) In buona salute infatti,  su 100 occupati, troviamo il 69,8 % di maschi mentre le donne in  buona salute sono solo  il 61, 7 %. Se ci soffermiamo su lavoratori con una patologia vediamo che le donne lavoratrici colpite da una patologia sono il 46,4% mentre gli uomini sono solo il 41%. Le donne vivono più a lungo degli uomini ma sono anni di vita non in buona salute.

La morbilità  è di gran lunga maggiore rispetto all’uomo, si ammalano di più e più spesso, ricorrono alle cure mediche più frequentemente e per più tempo visto che vivono più a lungo degli uomini. Nella fascia di età da 65 a 74 anni le donne in buona salute sono il 36,2% mentre gli uomini sono il 44%. Nella fascia superiore che va  da 75 anni e + le donne in buona salute  scendono al 17,7% e gli uomini al 29,5.

Ecco che una medicina di genere diventa indispensabile in tutte le fasi della vita. Un piano socio sanitario si dovrebbe basare su questo principio.