La Regione Veneto continua a tagliare il “sociale”.

Spending rewiew di oltre 22 milioni di euro che andrà ancora a penalizzare i più deboli, i disabili, gli anziani. Lo Spi Cgil invita il Consiglio Regionale ad intervenire con correttivi adeguati, per rispondere alle esigenze delle famiglie. Di bilancio, tagli e ripercussioni sullo stato sociale si è parlato martedì 25 febbraio alle ore 21 nella trasmissione “TV7 Con Voi – Speciale sera”, in replica sabato 1 marzo alle ore 21.30 Tv7 News canale 87.Con il segretario generale Spi Veneto Rita Turati, hanno partecipato al confronto il consigliere regionale Piero Ruzzante, Gino Ferraresso (Cgil Vicenza) e Fausto Tabelli – presidente IPAB “la Casa” di Schio.

“Sulla via del risparmio nella spesa pubblica pare proprio che la Regione Veneto non conosca altro che il taglio dei fondi destinati al sociale!”. Rita Turati, segretario generale dello Spi Cgil Veneto non ha dubbi: quella che si profila all’orizzonte è l’ennesima stangata sulle famiglie, su chi ha bisogno di assistenza socio-sanitaria.

Ad una prima lettura del Progetto di Legge del Bilancio regionale per il 2014 balza all’occhio il ridimensionamento, ancora, dei fondi per il sociale e per la non autosufficienza. La spending review alleggerirà infatti il capitolo sociale del bilancio regionale con un taglio che supera i 22 milioni di euro, oltre il 3% del fondo.

Risorse rese indisponibili i cui effetti ricadranno ancora una volta sui cittadini più deboli, a partire dall’aumento delle rette delle Case di Riposo, alla introduzione di sempre maggiori costi per i disabili. “Stiamo assistendo – insiste Turati – ad un progressivo smantellamento dello stato sociale, che di questo passo sta rendendo irrilevante qualsiasi intervento a favore delle fasce più povere se non ci si orienterà finalmente verso uno strumento chiaro, unico e trasparente per trasferire risorse alle famiglie in difficoltà”.

Le scelte della Giunta Regionale vanno infatti nella direzione più comoda della creazione di fondi ad hoc che “lascia campo libero – è il dubbio fondato dello Spi Cgil – alla discrezionalità e non rispondono a regole certe di trasparenza e universalità delle prestazioni. Un segnale che nel ricco Veneto non esistono diritti per tutti ma, se la Giunta vorrà, l’elargizione di qualche piccola elemosina”.

Lo SPI CGIL del Veneto chiederà quindi che il Consiglio Regionale intervenga con incisivi emendamenti, per scongiurare che il Capitolo dei Servizi Sociali non venga ulteriormente ridotto, assicurando per il Fondo Regionale per la non autosufficienza, almeno la stessa cifra (peraltro già ridotta rispetto al 2012) stanziata nel 2013.

 

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