I risultati della negoziazione sociale in Veneto analizzati dallo Spi Cgil regionale

Dalle consegne a domicilio al telefono amico: nel 2020 gli accordi fra sindacati ed Enti locali hanno aiutato un anziano su quattro ad affrontare meglio la pandemia

Bressan e Ferraresso: «nel 2021 prosegue il nostro impegno per il welfare d’emergenza. La priorità è il piano vaccinale»

Dagli osservatori provinciali sulle case di riposo alla distribuzione dei buoni alimentari e delle mascherine. Dal sostegno economico per il pagamento delle bollette, degli affitti e dei medicinali, al supporto (anche telefonico) per le persone sole. Dalla consegna dei farmaci a domicilio al potenziamento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale). Dal consolidamento della medicina territoriale alla verifica del corretto utilizzo delle risorse stanziate a livello nazionale. Dalla garanzia di continuità del servizio di assistenza domiciliare e dei pasti a domicilio, al blocco della compartecipazione per servizi a domanda individuale.

La contrattazione sociale nel 2020, annus horribilis e per molti aspetti surreale, ha portato in Veneto risultati importanti grazie al confronto fra sindacati ed enti locali nell’ambito di quella negoziazione sociale che, a causa della Covid, è ruotata attorno al cosiddetto welfare d’emergenza. Alla fine – come testimoniano i dati raccolti dal sindacato dei pensionati della Cgil regionale -, lo scorso anno sono stati firmati oltre 120 verbali con Comuni e aziende sanitariequasi tutti puntati alla lotta contro la pandemia. Gli accordi sono rivolti a tutta la popolazione con particolare riguardo, però, alle fasce più fragili. In pratica, nel 2020 la negoziazione ha portato benefici diretti o indiretti a un quarto degli anziani veneti, i più colpiti dalla crisi sanitaria.

«Nei verbali sottoscritti con le varie istituzioni – spiegano Renato Bressan della segreteria dello Spi Cgil del Veneto e Gino Ferraresso, responsabile del dipartimento welfare dello Spi Veneto, – abbiamo convenuto che le risorse provenienti per lo più dagli avanzi di amministrazione, andassero indirizzate al finanziamento di specifici interventi legati a questo particolare momento storico. Abbiamo chiuso accordi, per esempio, sulla distribuzione dei dispositivi di sicurezza, sui servizi di supporto alla solitudine attraverso il telefono amico, sul monitoraggio delle Rsa, le più colpite dalla pandemia».

Anche il 2021 non sarà un anno facile e per questo lo Spi, assieme agli altri sindacati, continuerà la sua battaglia ai tavoli (o, meglio, sulle piattaforme on line) della negoziazione sociale. «Il nuovo anno non è cominciato in modo molto diverso rispetto al 2020 – sottolineano ancora Bressan e Ferraresso – Per questo continueremo ad insistere con le amministrazioni comunali nel mantenere e rafforzare un quadro di interventi sociali, visto anche l’impegno stabilito con le Ulss per favorire e organizzare al meglio il piano vaccinazioni nella nostra Regione. Che, ci auguriamo, possa essere completato nel più breve tempo possibile. Tra le tante cose necessarie anche il tema dell’informazione precisa e puntuale risulta di primaria importanza».

Tutti gli accordi sottoscritti con la negoziazione sociale possono essere visionati e scaricati dal nostro sito, entrando nella sezione dedicata ai report SPI e consultando le mappe navigabili.

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