I pensionati veneti incontrano i candidati Governatori. Alessandra Moretti: ridurre le Ulss per finanziare il fondo per la non autosufficienza

Con Alessandra Moretti del PD si sono conclusi oggi a Padova gli incontri dei sindacati regionali dei pensionati con i candidati alla presidenza del Veneto per discutere soprattutto di assistenza socio-sanitaria. pensionati-morettiUna realtà che in Veneto vede norme sulla carta molto positive e avanzate (cfr. legge 30/2009 sulla non autosufficienza e Piano socio-sanitario regionale 2012-2016) ma non applicate, rendendo così i servizi sociali e l’assistenza territoriale le Cenerentole del sistema. E ad essa si collegano anche le problematiche legate alla mancata fusione dei Comuni (l’aggregazione dei servizi libererebbe risorse per il potenziamento degli stessi) e la richiesta di partecipazione nei processi decisionali, dato che questa ultima legislatura ha sempre ignorato gli inviti al confronto proposti dalle sigle sindacali dei pensionati, sia nella maggioranza che nell’opposizione.

Il quadro demografico

Gli over 65 in Veneto sono un quinto della popolazione veneta, i pensionati (quasi 1,3 milioni) un quarto e di essi il 68% percepisce una pensione inferiore a 1.500 euro lordi al mese. Ci sono, infine, circa 135mila anziani non autosufficienti. «È necessario ragionare da ora su una società che in futuro sarà diversa da quella che conosciamo oggi, perché ci saranno più anziani, che convivranno più a lungo con malattie croniche, ma con meno denaro a disposizione», affermano i segretari generali regionali Rita Turati (Spi Cgil), Adolfo Berti (Fnp Cisl) e Walter Sperotto (Uilp Uil).

Alessandra Moretti

La candidata del Pd ha subito promesso di mantenere un filo diretto con le parti sociali: «Indipendentemente dall’orientamento del governo nazionale, io credo non si possa prescindere da un sindacato forte. Sia che vinca il 31 maggio o che guidi l’opposizione, io mi impegno per la programmazione integrata, anche con un incontro ogni due mesi per fare il punto della situazione». Sulle problematiche dell’assistenza socio-sanitaria: «Fino al 2010 avevamo un primato nazionale, poi negli ultimi anni si è deciso di potenziare il sanitario e lasciare a se stesso il sociale. Il primo passo per rifondare un progetto di comunità anche in questo settore è ridurre il costo dei dirigenti e restituire i soldi ai cittadini sotto forma di servizi». In concreto la Moretti propone di ridurre le Ulss da 21 a 8, per recuperare subito 50 milioni con cui finanziare il fondo per la non autosufficienza e contribuire all’assunzione di 3mila fra medici, infermieri e tecnici per  330 medicine di gruppo integrate (una ogni 15mila abitanti): «Solo se potenziamo i servizi e li distribuiamo meglio sul territorio evitiamo che alcune zone, penso soprattutto a quelle montane, si spopolino, con conseguenti danni sociali e ambientali pesantissimi».

I segretari generali dei sindacati dei pensionati Rita Turati (Spi Cgil), Adolfo Berti (Fnp Cisl) e Walter Sperotto (Uilp Uil).

Accogliamo con favore la disponibilità della Moretti a mantenere un dialogo con noi sia che vinca o che sia all’opposizione: se in questi anni ci fosse stato il confronto con le istituzioni, da noi chiesto ma sempre negato, avremmo evitato molti dei problemi che ci sono oggi. Restiamo convinti che uno dei modi per recuperare risorse da destinare al territorio sia la fusione dei Comuni: chiediamo che in Regione venga fatto uno sforzo maggiore per favorirle. Sforzo che la Moretti ha accettato di fare.

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Al centro degli incontri/confronto ci sono stati i temi contenuti nella piattaforma regionale varata lo scorso ottobre 2014 e intitolata  “Non-autosufficienza e servizi territoriali”

(scarica QUI il documento integrale in pdf stampabile).

 

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