GIOVANI E ANZIANI DIMENTICATI DAL GOVERNO

La marcia indietro perentoria del Governo sulla revisione della legislazione previdenziale, dopo le aperture di qualche mese fa del Premier, ci ha lasciato veramente di stucco perché ha dimostrato ancora una volta che sui giovani si vuole investire solo a parole. Nei fatti invece tutto resta fermo. Per non parlare delle mancate risposte alle nostre richieste di ridiscutere complessivamente la vicenda della rivalutazione delle pensioni, nonostante la ragionevolezza delle nostre proposte che mirano semplicemente a garantire il potere d’acquisto delle pensioni più basse. Quindi Giovani e Anziani sono in questo momento accomunati dalla scarsa considerazione da parte della politica. Altro che conflitto generazionale! 

Tornando alla legge Fornero, è ormai evidente a tutti che lasciarla così com’è equivale a penalizzare tantissime persone, gettare nella disperazione migliaia di lavoratori esodati e impedire l’entrata al lavoro di moltissimi ragazzi. Lo continuiamo a dire a tutti i livelli e la risposta è sempre: “Il sindacato tutela i garantiti”. Sembra davvero di parlare fra sordi.

In questa grave situazione oltre ai giovani ci stanno rimettendo molte donne lavoratrici, le cui esigenze sono state totalmente ignorate, quasi che lavorare sia per loro una colpa. Lo ha detto anche Papa Francesco, più rispetto per le donne, il cui ruolo è determinante per tenere insieme una comunità.

Nemmeno una scelta, di fatto penalizzante, come quella dell’opzione donna è stata mantenuta in piedi, costringendo così le donne ad aver come unica opzione la pensione di vecchiaia perché quella anticipata (con i 41 anni e sei mesi per intenderci) è praticamente irraggiungibile per carriere spesso discontinue a causa del carico del lavoro di cura familiare.

Di più, il Premier ha fatto sperare molti accennando qualche mese fa alla possibilità di anticipare il pensionamento con una piccola penalizzazione di 20/30 euro mese…si tratta un tema sensibile, delicato, perché ha a che fare con la vita della gente; non si può scherzare, né tanto meno fare della demagogia gratuita.

Vorremmo che tra Governo e Sindacati finisse la guerra e si provasse, come già era stato fatto nel 1995, con la riforma Dini, a trovare insieme la via d’uscita da questa situazione pesante che non dà sbocchi ai giovani e che tiene al lavoro persone ormai sfinite e demotivate. Dobbiamo smentire una volta per tutte la leggenda degli interessi contrapposti tra i giovani e gli anziani. La necessaria modifica della Legge Fornero dimostra senza possibilità di smentita che gli interessi possono essere convergenti e che solo chi vuole conservare i privilegi dei più ricchi alimenta guerre infondate tra quanti invece devono allearsi per costruire una società più giusta. La soluzione che indichiamo sarebbe oltretutto utile anche agli imprenditori, che troppo spesso parlano di flessibilità in entrata senza comprendere quanto decisiva sia la flessibilità in uscita per ringiovanire la platea dei lavoratori e non trattenere in azienda chi invece ha già dato tutto ciò che poteva.

 

Rosanna Bettella

Segretaria generale SPI CGIL Padova