SALVATERRA (RO): inizia l’estate della legalità

Nonostante la pandemia lo Spi Cgil di Rovigo non si è fermato. Quest’anno nascono i campi della Legalità per la prima volta anche rodigino, grazie alla collaborazione con Libera e realtà territoriali come Porto Alegre.

Si tratta di una versione rivisitata che possa garantire a tutti, giovani e anziani, di lavorare in sicurezza. «Segno che l’impegno è forte, concreto e che si sostanzia di una fitta rete di collaborazione con diverse associazioni – sottolinea Nicoletta Biancardi, segretaria generale dello Spi Cgil di Rovigo – che vuole dialogare anche con le amministrazioni sul territorio, per cercare di sensibilizzare sempre più le cittadine ed i cittadini ad una cultura della legalità, della cittadinanza attiva e al rispetto e alla valorizzazione e conservazione del nostro patrimonio ambientale-storico-culturale».

Il nome del luogo è già di per sé evocativo, Salvaterra. Siamo in una frazione del comune di Badia Polesine, in una villa settecentesca Villa Valente Crocco, che è stata confiscata nel lontano 1995 ma per anni è stata abbandonata. Poi finalmente nel 2016 la sua riapertura alla presenza di Don Ciotti. E ora, dove prima abitava un boss dedito al narcotraffico, sorge la Casa della Cultura e della Legalità. Un luogo di aggregazione, di iniziative culturali, dove associazioni presenti sul territorio impegnate sul fronte dei diritti, dell’impegno civile, della difesa ambientale, possono trovare un punto di incontro e lavorare per la collettività grazie ai 220 metri quadrati con il cortile antistante e un terreno agricolo di circa 3.200 metriquadrati. È qui che lavoreranno i volontari dello Spi Cgil, insieme ai ragazzi che parteciperanno in numero ridotto ai tre turni previsti a partire dal 26 luglio. «Filo conduttore del campo di quest’annospiega Gianfranco Quaglio della segreteria dello Spi di Rovigo e responsabile legalità, “sarà proprio salvare la terra». Proprio come dice il nome della località in cui sorge la villa.

PROGRAMMA

Al mattino i ragazzi saranno impegnati nelle attività di manutenzione del bene mentre nel pomeriggio in attività formative. Si parlerà di ambiente, di memoria e impegno civico, di gioco d’azzardo, di inchieste/denunce e rapporti criminali nella nostra regione, ma anche di caporalato, di confisca di beni, di giustizia sociale ed ecologica, del Manifesto GiutaItalia, di negoziazione sociale insieme ai vari ospiti che si alterneranno nelle varie iniziative e alla Cgil tutta.

«È importante promuovere e mantenere vivo l’impegno civico – continua Biancardi – ovviamente con tutte le precauzioni del caso e con una partecipazione ridotta. È importante farlo, perché dimostra che la battaglia per la legalità ed i diritti non può andare in vacanza e nemmeno il virus deve fermare l’energia positiva dei ragazzi e delle ragazze nel dare il proprio contributo e nel fare un’esperienza così formativa».

Ecco allora perché è importante il protocollo firmato dallo Spi Cgil insieme alla Rete degli studenti e all’Unione degli universitari. “L’obiettivo” – si legge nel protocollo – “è di fare in modo che i volontari Spi e i ragazzi, una volta tornati dai campi e dai laboratori della legalità, possano trovare una organizzazione nel territorio capace di incontrarsi e avviare progetti per mantenere alta l’attenzione sui temi dell’antimafia sociale, del rispetto delle regole e dei diritti”.

Così tutti assieme si cerca di colmare il vuoto di rappresentanza che riguarda i giovani, rafforzando la contrattazione sociale territoriale, e con loro si cerca di  individuare priorità rivendicative verso i trasporti pubblici, tariffe servizi, accesso alla cultura, assistenza sanitaria studenti fuori sede, affitti ecc. Oltre ai grandi temi della previdenza, memoria storica e appunto educazione alla legalità.

Un patto intergenerazionale che va oltre all’emergenza di questo periodo e mette le basi per un lavoro sinergico da alimentare e sviluppare per il bene comune.