Rilanciati i gemellaggi coi sindacati nei paesi della Ex Jugoslavia

Nell’estate 2022, la delegazione del Dipartimento internazionale dello Spi Cgil ha ripreso gli incontri con i rappresentanti dei sindacati di Slovenia, Croazia, Serbia e Bosnia.

Da giugno 2022 le delegazioni del Dipartimento Internazionale dello Spi Cgil hanno ripreso a viaggiare oltre confine per riallacciare i rapporti vis-a-vis con i sindacati dei pensionati europei, mantenuti vivi da remoto negli ultimi tre anni di distanziamento forzato. L’obiettivo è confrontarsi sulle modalità con cui è stata gestita la pandemia e capire l’impatto del Covid sulle generazioni più anziane nei diversi paesi. I delegati veneti, Elena Di Gregorio e Danilo Toccane, insieme a Roberto Treu dello Spi FVG, hanno incontrato in particolare i sindacati degli stati della ex Jugoslavia: Croazia e Slovenia lo scorso giugno a Parenzo, Serbia e Bosnia a settembre.

Nel viaggio più recente la delegazione, che includeva Leopoldo Tartaglia e Silvana Cappuccio dello Spi nazionale, è partita alla volta di Belgrado per incontrare il nuovo gruppo dirigente del CATUS, il più grande sindacato serbo, e del Nezavisnost, per poi raggiungere, a Sarajevo, il sindacato dei pensionati della Bosnia Erzegovina.

«Il quadro emerso è a dir poco preoccupante» spiega Danilo Toccane «il livello di cure e attenzioni riservate agli anziani è stato decisamente inferiore rispetto a quello cui abbiamo assistito in Italia. Episodi di abbandono, violenza e segregazione hanno richiesto l’intervento dei sindacati. Dal punto di vista sanitario, hanno denunciato cure approssimative, scarsità di vaccini e immobilismo della pubblica amministrazione, che non sollecitava a vaccinarsi. Il risultato, come prevedibile, è stato un numero altissimo di vittime tra i più anziani».

Per di più, con la pandemia i sindacati sono stati costretti a interrompere tutte le attività sociali e ludiche, pagando le conseguenze in termini di iscritti. «L’adesione è su base volontaria con pagamento brevi manu – spiega Toccane – non c’è ancora la delega sindacale, malgrado i nostri suggerimenti».

Attualmente l’attività sindacale si è ripresa, ma persiste una grave preoccupazione per le condizioni economiche dei pensionati: è aumentata notevolmente la povertà tra gli anziani, per i quali la pensione media si aggira tra i 250€ – 300€. Il reddito da pensione è una questione centrale come in Italia, ma di certo più grave: la distribuzione dei pasti per le fasce più povere è diventato un problema e aumentano addirittura le persone che cercano cibo nei rifiuti.

Un altro problema è quello dei giovani che scappano all’estero, attratti da Germania, Francia e Italia. «Non c’è lavoro, non c’è la copertura degli ammortizzatori sociali, non ci sono salari adeguati. C’è inoltre il fenomeno di giovani che emigrano pilotati da aziende locali, ma con l’applicazione di contratti del paese di origine».

«La richiesta da parte dei tre sindacati è la stessa – conclude Elena Di Gregorio – Un rilancio di una politica europea da parte della FERPA, perché i nodi di lavoro, sanità, reddito, casa siano affrontati con un intervento europeo. In quest’ottica, il prossimo appuntamento sarà nella primavera del 2023, con la Conferenza interregionale dei Paesi della ex Jugoslavia: un luogo di confronto e di iniziativa sindacale che coinvolge la FERPA, per tradurre in vertenze le richieste dei territori».

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