Passa alla Camera il disegno di legge di iniziativa popolare “io riattivo il lavoro”. Toccane: “Soddisfatti e orgogliosi”

campi “Accogliamo con grande soddisfazione e con orgoglio l’approvazione da parte dell’aula di Montecitorio del disegno di legge di iniziativa popolare “io riattivo il lavoro”, per il quale lo Spi del Veneto ha raccolto 10 mila firme, sulle 130 mila raccolte in tutta Italia dalla Cgil nazionale”. Danilo Toccane, segretario regionale dello SPI del Veneto, plaude ai parlamentari della Camera che “dopo due anni di confronto, spesso serrato, in commissione giustizia, hanno finalmente approvato una legge importantissima, per l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata. Sono fortemente soddisfatto”.

Il disegno di legge affronta due temi delicatissimi. Anzitutto introduce per i lavoratori delle aziende sequestrate o confiscate alle mafie l’istituzione di un fondo di garanzia, come “paracadute” indispensabile dopo il prosciugamento delle risorse per gli ammortizzatori sociali provocato dalla  legge Fornero. Inoltre, tramite l’Agenzia nazionale dei beni confiscati, si accelerano i tempi che intercorrono fra la confisca del bene e la sua riassegnazione.

Lo SPI del Veneto è sceso subito in campo, due anni fa, per sostenere il disegno di legge coinvolgendo tutte le sue strutture e organizzando decine di iniziative politiche in tutta la regione. Alla fine il sindacato dei pensionati ha raccolto nel territorio regionale ben 10 mila firme sulle 130 mila totali raccolte a livello nazionale. In tale contesto il Veneto risulta molto coinvolto da “io riattivo il lavoro”, basti pensare che solo nel periodo che va dall’1 agosto 2014 al 31 luglio 2015 nella nostra regione sono stati sequestrati alla criminalità organizzata 347 beni.

In Veneto siamo molto impegnati da tempo in una capillare campagna a favore della legalità e per la lotta alla criminalità organizzata – conclude Toccane – Anche quest’anno abbiamo partecipato attivamente ai campi antimafia distribuiti in Veneto, Calabria, Campania e Sicilia. E andiamo nelle scuole a parlare ai ragazzi di legalità e a portare la nostra esperienza su tali tematiche che riteniamo imprescindibili. Ciò favorisce un confronto generazionale molto utile sia per noi che per gli studenti”.