Legge 194: 28/09 presidio in regione Veneto. A che punto siamo?

Giovedì 28 settembre la Cgil torna dalla Regione Veneto che, a seguito della denuncia circa l’odissea cui sono costrette le donne per abortire, si era impegnata a svolgere una verifica dettagliata in tutte le strutture ospedaliere ed a garantire un’adeguata dotazione organica nelle Ulss e nei consultori per capire a che punto sia lo stato di applicazione della Legge 194 sull’interruzione della gravidanza in Veneto.

La mobilitazione prevede un presidio a Venezia davanti al Palazzo Grandi Stazioni (ore 10) cui è annunciata una notevole partecipazione di sindacaliste, delegate e lavoratrici da tutto il Veneto. La data non è scelta a caso, ma coincide con la celebrazione in tutto il mondo della “giornata per il diritto all’aborto sicuro e legale”.

In occasione di questa iniziativa la Cgil ha chiesto anche un incontro al Presidente della Giunta regionale ed agli Assessori alla Sanità ed al Sociale per valutare assieme lo stato della situazione e procedere nel percorso delineato nell’incontro svoltosi a ridosso dell’8 marzo. In particolare la Cgil denunciava in quella sede le difficoltà nell’attuazione della Legge 194 anche a fronte di una quota elevatissima (76%) di ginecologi obiettori che in alcune strutture arrivano addirittura a superare il 90%. Un dato che oggettivamente aggrava – fino a negare il diritto – il percorso già di per sé doloroso e difficile intrapreso dalle donne che per vari motivi scelgono di interrompere la gravidanza.

La Cgil si appella anche al Governo nazionale perché operi, per quanto di propria competenza, per il superamento di una situazione che vede l’Italia ancora largamente inadempiente (2 condanne del Consiglio Europeo e un richiamo del Comitato per il Diritti Umani dell’ONU) a quarant’anni dall’approvazione della legge e del referendum popolare che l’ha preceduta.