La Cgil a Draghi: “Il mondo del lavoro sia protagonista”

“La realizzazione di grandi obiettivi ha bisogno del consenso e del coinvolgimento del mondo del lavoro e della cittadinanza attiva. Per questo è necessario subito un pieno coinvolgimento delle parti sociali e un chiaro ruolo d’intervento e d’indirizzo pubblico delle politiche industriali e di sviluppo”.

Questa la reazione del segretario nazionale Cgil Maurizio Landini al discorso programmatico del neopresidente del consiglio Mario Draghi che nei giorni scorsi ha ottenuto la fiducia dai due rami del Parlamento.

“Un discorso di alto profilo con una netta collocazione europea dell’Italia per costruire un’Europa nuova e socialmente sostenibile” ha aggiunto il Segretario.

Già nel corso delle consultazioni la Cgil, assieme alla Cisl e alla Uil, aveva dato atto a Draghi di aver voluto ascoltare le parti sociali prima ancora di annunciare la composizione del governo. “Ci ha fatto parlare e pensa che sia necessario costruire con noi un sistema di rapporto consistente” ha detto Landini.

Il timone del Sindacato è puntato sul superamento dell’emergenza e sul rilancio del Paese: “Abbiamo chiesto di poter discutere e realizzare le nostre piattaforme su fisco, pensioni, sanità e lavoro” ha spiegato il leader della Cgil. “Tanto più di fronte a questa opportunità senza precedenti dei 300 miliardi dall’Europa che possono essere spesi in 6 anni e che devono servire non per tornare a prima della pandemia, ma per cambiare e ridisegnare il nostro Paese. Quindi per fare quelle riforme che sono necessarie e soprattutto per creare lavoro, in particolare per i giovani, le donne e il Mezzogiorno”.

Tra i temi sul tavolo la questione della transizione energetica e della sostenibilità ambientale: “Gli obiettivi che l’Europa si è data, ovvero di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti entro il 2030 e di eliminare completamente i combustibili fossili entro il 2050, comportano degli investimenti e delle politiche di cambiamento senza precedenti” ha esaminato Landini scendendo un poco più nel dettaglio. “Il governo deve svolgere una funzione di indirizzo e di investimento diretto ma c’è bisogno che anche i privati ricomincino a investire con ricadute importanti sul lavoro”.

Sulla sanità il sindacato preme “per un rilancio degli investimenti, in particolare sul territorio, e per una legge sulla non autosufficienza”.

Dare un futuro ai giovani significa puntare sulla formazione ma anche riconoscere “gli stessi diritti di cittadinanza agli immigrati nati in Italia o che hanno studiato qui”.

In primissimo piano resta naturalmente il tema dello sblocco dei licenziamenti che per la Cgil deve avvenire non prima della fine dello stato di emergenza sanitaria e non prima di avere riformato gli ammortizzatori sociali.

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