Ancora una delibera dalla Giunta Regionale sulle Liste d’attesa. (DGR 320/2013)

La DGR in oggetto riepiloga tutti i provvedimenti fin qui emanati e la loro evoluzione sulla materia delle “ Liste d’attesa”.

All’interno sono evidenziati molti aspetti che per lo SPI possono diventare molto importanti, per avviare una concreta fase di contrattazione sociale anche con le Aziende Sanitarie della nostra Regione.

Di seguito per schemi riepiloghiamo i punti salienti della DGR.

1. Spetta alla Regione disciplinare il rispetto della tempestività di erogazione delle prestazioni prescritte, affidando alla responsabilità dei Direttori Generali delle Aziende l’attuazione di tutti processi previsti per il raggiungimento dell’obiettivo;

2. La quantità di attività libero-professionale svolta da ciascun dipendente, non può superare il volume di prestazioni che viene erogato per compiti istituzionali; i Direttori Generali devono concordare con i Dirigenti e con le equipe i volumi di attività istituzionali, che devono comunque essere assicurati in relazione ai volumi di attività libero-professionale;

3. È fatto divieto assoluto alle Aziende di sospendere la prenotazione delle prestazioni contenute nei LEA. Anzi le Aziende sono tenute ad assicurare l’erogazione delle prestazioni (visite ed esami), nel rispetto dei tempi d’attesa previsti per le diverse classi di priorità, adottando appropriate modalità operative di gestione della domanda e dell’offerta al fine di garantire la migliore flessibilità al sistema delle agende, ricorrendo anche:

  • All’adozione di un sistema re-call (richiamata)
  • Utilizzando forme di pre-appuntamento per recuperare spazi resisi disponibili successivamente
  • Ricorrendo, quando necessario, anche all’utilizzo di acquisto di pacchetti di attività libero-professionale intramoenia (che in questo caso sono a carico dell’Azienda e non dell’utente al quale verrà richiesta la quota di compartecipazione se dovuta) oppure, pacchetti di prestazioni da operatori accreditati esterni (i quali sono tenuti a mettere a disposizione dei CUP Aziendali, l’accesso alle agende delle prestazioni contrattate).

 

4. Sarà cura dei Direttori Generali approntare la definizione di appropriate procedure per la gestione di eccezionali casi di sospensione delle prenotazioni delle prestazioni, verificatesi per motivi tecnici rapportandone gli esiti alla Regione; di tali disposizioni e degli esiti raggiunti dovranno dare informazione anche al Ministero della Salute con cadenza semestrale.

5. Le Aziende hanno l’obbligo di fornire le prenotazioni delle attività libero-professionali intramoenia, in tempi e spazi diversi rispetto i CUP istituzionali, garantendo che comunque non superino le prestazioni, per ciascuna singola specializzazione, erogate dai CUP istituzionali.

6. Ciascuna singola Azienda ULSS dovrà predisporre il suo Piano Aziendale per il governo delle Liste d’attesa sotto la responsabilità dei Direttori Generali; tale Piano dovrà contenere, fra l’altro, sotto la responsabilità del Direttore Sanitario:

  • Il coordinamento della redazione dei Percorsi Assistenziali Aziendali (PDT – Percorsi Diagnostici Terapeutici) e della loro implementazione nelle procedure cliniche aziendali;
  • Attuare un percorso di verifica e correzione dei livelli di appropriatezza prescrittiva e la corretta erogazione dei PDT condivisi;
  • Dovrà attuare forme di promozione delle iniziative volte a diffondere un’adeguata cultura aziendale il tema di utilizzo dei PDT;
  • Dovrà promuovere la diffusione e la condivisione dei criteri di attribuzione delle classi di priorità alle prescrizioni delle prestazioni (visite ed esami).

 

7. Sono infatti confermati i protocolli volti a favorire appropriatezza prescrittiva correlata con le classi di priorità e alle strategie che ne favoriscono l’effettiva applicazione pratica su:

  • Alcune visite specialistiche ed esami strumentali correlati (DGR n° 2611/2007)
  • Le principali e più critiche prestazioni radiodiagnostiche (DGR n° 993/2011)
  • Alcune prestazioni di gastroenterologia (DGR n° 2854/2012)

 

8. A tal fine, Presieduto dal Direttore Sanitario, ciascuna Azienda ULSS, dovrà procedere alla costituzione di “Tavoli di Monitoraggio Aziendale” per il governo delle liste d’attesa. Tali tavoli saranno composti:

  • Direttore Medico di Ospedale
  • Coordinatore dei Direttori di Distretto
  • Coordinatore dei Processi di Prenotazione delle prestazioni ambulatoriali
  • Rappresentanti degli Specialisti dipendenti, degli Specialisti Ambulatoriali Interni, dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di Libera scelta
  • Rappresentanti dei consumatori e degli utenti

 

9. Il tavolo di monitoraggio ha il compito di:

  • valutare i risultati relativi al rispetto dei tempi d’attesa, al rispetto dell’appropriatezza prescrittiva e al rispetto dei percorsi assistenziali definiti
  • di proporre a livello aziendale le modalità di formazione/informazione da porre in essere da parte di tutti i soggetti prescriventi al fine di garantire una effettiva omogeneità prescrittiva in tutto l’ambito territoriale di competenza
  • proporre provvedimenti di tipo economico o amministrativo, quale la sospensione del ricettario, da applicare ai professionisti in caso di mancata adesione ai percorsi assistenziali o per ripetuta prescrizione e/o erogazione di prestazioni non appropriate.

 

10. Mediante diverse DGR fra il 2010 ed il 2012, la Regione Veneto, ha anche definito soglie standard espresse in percentuali delle prestazioni ambulatoriali da erogarsi entro i tempi d’attesa stabiliti per ciascuna classe di priorità. È stato inoltre definito il numero ottimale di prestazione per abitante per ciascuna realtà Aziendale territoriale: n°4 prestazioni/abitante/anno con esclusione delle prestazioni di laboratorio.

11. Fra le altre questioni che affronta la DGR è rilevante l’obbligo del Medico prescrivente di attribuire le classi di priorità e di indicare il quesito diagnostico nella prescrizione di tutte le prime visite o prime prestazioni. Per le successive visite di controllo e approfondimento, in particolare per casi fuori dalla normale presa in carico – ad es. il riacutizzarsi di una patologia – il Medico prescrivente conserva l’obbligo ad esporre il quesito diagnostico ed il tempo d’attesa proposto in relazione al bisogno di salute del paziente.

12. Alle Aziende ULSS è fatto obbligo di garantire ai “propri assistiti” le prestazioni secondo i tempi previsti dal medico prescrivente, riservandosi comunque di verificarne l’appropriatezza. Per i “non- residenti” sono assicurate le prestazioni ma senza la garanzia di priorità tempistica che rimane a carico dell’Azienda di residenza.

13. Come detto le classi di priorità sono attribuite in caso di prima prestazione. Per le successive prestazioni di controllo, queste devono essere “obbligatoriamente” programmate al momento della conclusione della visita/esame da parte dello specialista che in tal modo attiva la presa in carico del paziente secondo l’organizzazione aziendale. La relativa prescrizione va quindi fatta dallo stesso specialista, se autorizzato all’uso del ricettario; diversamente potrà delegarne la compilazione al Medico di Medicina Generale che ha in cura il paziente.

14. Le Aziende ULSS dovranno prevedere la messa in rete dei MMG con il sistema aziendale anche per l’accesso al CUP, al fine di consentire una efficace presa in carico del paziente da parte del MMG. Tale disposizione è esplicitamente mirata ad esonerare il paziente dall’effettuare di persona la prenotazione delle prestazioni.

15. È infine previsto anche il Registro elettronico dei ricoveri e delle liste operatorie, a garanzia di trasparenza anche in tale ambito.

Come si può facilmente intuire i contenuti della presente DGR rappresentano più un libro dei sogni che la Giunta Regionale usa come propaganda per i cittadini, che non uno stringente processo di governo delle problematiche che scaturiscono dalle liste d’attesa.

In questo quadro può essere una mossa intelligente sfidare i Direttori Generali e tutta la Dirigenza delle Aziende ULSS a realizzare realmente quanto previsto in tutte le delibere che sono citate in quest’ultima DGR. In ragione di ciò va sollecitata l’attivazione del Tavolo di Monitoraggio in ogni Azienda e va richiesta contestualmente, la partecipazione di una rappresentanza del Sindacato dei pensionati, quali utenti primari interessati alla gestione del problema.

(Nota a cura del Dipartimento Contrattazione Sociale  SPI CGIL  regionale Veneto)