“Una famiglia in esilio: i Trentin nell’antifascismo europeo”: la mostra a Venezia

“Una famiglia in esilio: i Trentin nell’antifascismo europeo”  è il titolo della mostra che, dal 15 febbraio al 19 marzo, sarà esposta alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia. L’esposizione storico-fotografica vuol essere un omaggio a Bruno Trentin nel decennale della sua scomparsa  ed è stata resa possibile grazie al contributo dello Spi Cgil Nazionale e del Veneto e della fondazione di Vittorio. A realizzarla il Centro documentazione e ricerca Trentin, con l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e la società contemporanea (IVESER) e l’Associazione per la memoria e la storia delle donne “rEsistenze”, proprietaria dell’Archivio Franca Trentin.

La mostra “Una famiglia in esilio: i Trentin nell’antifascismo europeo”

  • La mostra che sarà presentata mercoledì 15 febbraio 2017, alle ore 16.30, presso l’Auditorium della Fondazione Querini Stampalia,  è allestita nella zona Museo, Area Carlo Scarpa, Esposizioni temporanee. L’ingresso è da Campo Santa Maria Formosa.
  • La mostra si compone di 9 pannelli che “narrano” le fasi del lungo esilio. Ai pannelli si affiancano 25 fotografie incorniciate, 4 gigantografie e 5 “totem” a grandezza naturale, uno per ogni componente della famiglia Trentin.
  • Il curatore storico-scientifico della mostra Giovanni Sbordone ha redatto tutti i testi e selezionato immagini e documenti, in sinergia con l’esperto di grafica e comunicazione visiva Lorenzo Ghidoli, che ha effettuato le elaborazioni grafiche, la realizzazione del logo, della locandina e del dépliant, il restauro e l’ottimizzazione delle fotografie, l’impaginazione dei pannelli.
  • La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia e con i Servizi Fotografici e Digitali del Comune di Venezia ed èinserita nel calendario del Giorno della memoria del Comune di Venezia.
  •  Sarà esposta dal 15 febbraio al 19 marzo 2017 presso la Fondazione Querini Stampalia di Venezia.

COME VISITARE LA MOSTRA
Orari: da martedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 18. Lunedì chiuso.
Ingresso gratuito per tutti i visitatori, singoli o gruppi, accompagnati da rappresentanti del Centro Trentin (previo appuntamento telefonico a 3291747104)
Ingresso gratuito per i residenti del Comune di Venezia tutti i giorni fino alle ore 15, per gli utenti della Biblioteca: tutti i mercoledì, sempre per: per Giornalisti con accredito, Guide turistiche con patentino regionale e nazionale, Possessori tessera ICOM, Dipendenti Ministero per i Beni e le attività Culturali, Militari e forze dell’ordine, Ragazzi fino agli 11 anni compiuti.
Ingresso ridotto (compresa visita al museo) a 8 euro per : Over 65, gruppi con più di 10 persone (+ 1 omaggio), studenti, Amici di Palazzo Grassi e Punta della Dogana , Archeoclub, Carta Giovani , Cinema Card, CTS, FAI, Rolling Venice Card, San Servolo Card, Touring Club
Biglietto intero (compresa visita al museo) a 10 euro per altri visitatori

  • COME ARRIVARE

La mostra è in Campo Santa Maria Formosa, nei pressi della Basilica di SS.Giovanni e Paolo, facilmente raggiungibile da Rialto (fermata Rialto del vaporetto linea 1 e 2 ) e da S.Marco.

  • GLI ALLESTIMENTI FUTURI

Nel mese di maggio la mostra sarà allestita a TORINO a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte. Sono previsti futuri allestimenti a Roma, forse anche a Bruxelles.

Storia della famiglia Trentin

Nel gennaio del 1926 Silvio Trentin – giurista, eroe di guerra, ex deputato – è tra i primi docenti italiani a dimettersi per protesta contro il processo di fascistizzazione allora avviatosi nel mondo universitario. Lascia così la cattedra di Diritto pubblico a Ca’ Foscari («se fossi un professore di matematica forse potrei restare, ma come professore di diritto, come posso restare qui a insegnare quando l’attuale regime è contrario a tutto ciò in cui credo?») e decide, contemporaneamente, di abbandonare anche un paese in cui non vede più garanzie di libertà.
Parte allora per la Francia meridionale con tutta la famiglia: la moglie Beppa e i figli Giorgio, di 8 anni, e Franca di 6. L’ultimogenito Bruno – il futuro leader sindacale e deputato – nascerà alla fine dell’anno, già in esilio.
Un esilio che allora speravano breve, e che durerà invece 17 anni, fino alla caduta di Mussolini nel 1943: 17 anni in cui, oltre ad affrontare la dura vita quotidiana degli emigranti, i Trentin sanno inserirsi in un’eccezionale rete di relazioni con i più importanti esponenti dell’antifascismo italiano in esilio, con il mondo culturale e politico francese nonché, nella seconda metà degli anni ’30, con i volontari di tutte le nazionalità che accorrono nella vicina Spagna per combattere il franchismo.
Una battaglia per la libertà e la democrazia su scala europea, senza confini di nazionalità: i tre ragazzi Trentin crescono in questo clima, ne restano indelebilmente segnati e quella lotta continueranno con altri mezzi, da adulti, nel dopoguerra.

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